Minox 35 GT

On 22/06/2012 by Nicola Focci

Correvano i primi anni ’80, e nella dotazione fotografica di famiglia era presente anche questa macchinetta che ricordo molto bene perché – piccola com’era – aveva un look alla James Bond. Andavamo pazzi per 007 : la “prima” al cinema di un Bond seguito dalla pizza, era un classico che in famiglia non sarebbe mancato mai per nessuna ragione!

Purtroppo però, un bel giorno, la nostra Minox 35 smise di funzionare: l’otturatore non scattava più. Diventò un simpatico fermacarte.

Oggi,  a distanza di anni, si sa che questo difetto è purtroppo tipico nelle Minox 35: l’otturatore è sporadicamente soggetto a sudden death (morte improvvisa) specialmente sui modelli “L” (GL, EL…). Qualcuno lo risolve col fai-da-te, ma è comunque un problema che non si può ignorare.

Nonostante quella sfortunata esperienza, di recente m’è balenata in mente l’idea di riprovarla, questa Minox 35. Sia per per motivi affettivi, sia perché cercavo una macchina tascabile e meno pesante della pur ottima Rollei 35 S.

Ho trovato in rete un modello 35 GT a poco prezzo, ed è stata subito mia… Previo opportuno controllo, perché il mercato dell’usato delle Minox 35 è come la scatola di cioccolatini di Forrest Gump: non sai mai quello che ti capita. Fortunatamente, l’otturatore scattava con teutonica sicurezza… ed eccomi quindi qui a parlare della mia Minox 35 GT.

Bologna, "T-Days" - Minox 35 GT, Kodak 400TX

Un po’ di storia

L’azienda Minox nacque a Riga, in Lettonia, nel 1937. Era specializzata in fotocamere miniaturizzate e spy cameras di qualità. Alla fine del conflitto mondiale, la produzione si spostò nella “sacra” città tedesca di Wetzlar (dove opera anche la Leica), e tutt’ora lì risiede.

Il modello 35 fu introdotto nel 1974, sull’onda del successo della concorrente Rollei 35. E’ stato prodotto per quasi trent’anni. Il design è frutto del professor Richard Fischer, un esperto in materiali plastici, che si basò su due concetti tesi a migliorare i principali difetti della concorrente (peso e dimensioni operative):

  • Il ritorno in auge del sistema folding con ribaldina frontale ed obiettivo rientrante, abbandonato ormai da decenni;
  • L’utilizzo del Makrolon per la scocca esterna. Il Makrolon è un policarbonato ideato dalla Bayer negli anni ’50, molto leggero e robusto.

Il risultato fu la Minox 35 EL, le cui dimensioni (100 x 61 x 31 mm) sono praticamente identiche a quelle della concorrente Rollei, ma il cui peso è sensibilmente inferiore: 190 grammi contro 325.

Il successo di questa fotocamera fu immediato: basti dire che i russi della Kiev si precipitarono a copiarla! Tra i più ilustri utilizzatori: Andy Wahrol, che ne acquistò una nel 1976 e la utilizzò per il suo libro fotografico “Exposure”.

Nei successivi trent’anni, al modello EL ne seguirono altri (GL, GT, PL, PE…) che sono essenzialmente piccole variazioni non troppo sostanziali dello stesso tema. E’ interessante notare che ogni modello è identificato dal colore del pulsante di scatto. Questa tabella riepiloga le varie differenze.

Il modello GT, oggetto di questa recensione, fu commercializzato a partire dal 1981 e fino al 1991. Come si vede dalla foto, è identificato dal pulsante di scatto dal colore giallo vivo. Stando al numero seriale (qui l’elenco completo), la mia GT è stata prodotta giusto giusto 30 anni fa.

design e caratteristiche

La Minox 35 GT diventa operativa abbassando la ribaltina frontale, ed esponendo l’obiettivo: Color Minotar 35mm f/2.8, un’ottica a 4 elementi tipo Tessar con grande nitidezza e distorsione quasi assente.

I diaframmi selezionabili sul barilotto dell’obiettivo stesso sono: 2.8, 4, 5.6, 8, 11, 16.

La lente mette a fuoco da 0.9 metri all’infinito, e a tal fine si utilizza il sistema dell’iperfocale, in modo del tutto analogo a quanto si fa con la Rollei 35 (rimando all’articolo in questione). Quindi niente telemetro, ma si procede a stima. La focale di 35mm aiuta: a f/8, la zona a fuoco è particolarmente ampia e si estende da 3 metri all’infinito.

Contrariamente alla rivale, la Minox 35 GT presenta un certo “affollamento” di controlli nella parte superiore dell’apparecchio, e precisamente:

  • Il contapose (si azzera automaticamente aprendo il fondello),
  • Il pulsante di scatto (è di tipo elettromagnetico, e resta bloccato a macchina chiusa),
  • Un foro filettato per lo scatto flessibile,
  • Lo switch per azionare l’autoscatto (dura 10 secondi e c’è un led lampeggiante sul frontale),
  • Un pulsante per la verifica dello stato di carica della batteria,
  • Uno switch di compensazione dell’esposizione (+1 EV), e
  • La slitta per il flash. 

Il selettore della sensibilità ISO è invece collocato sul fondo dell’apparecchio. Nelle GT prodotte dal 1981 al 1985, la massima sensibilità selezionabile è 800 ISO; le successive GT (1985-1991) consentono i 1600 ISO. Lo sticker della sensibilità tende facilmente a perdere inchiostro, e non è raro trovare esemplari in cui è completamente scolorito. In questi casi ci si può aiutare con l’illustrazione sul libretto delle istruzioni (reperibile a questa pagina)

L’avanzamento della pellicola si effettua mediante una corta leva a doppio colpo. Il riavvolgimento dispone della pratica manetta ad L, e un puntino bianco che fornisce il consenso al corretto caricamento: ruota, quando si fa avanzare il film.

Il mirino, di tipo galileiano, è piuttosto spartano: presenta solo la cornice del campo inquadrato, e (sul lato destro) un ago galvanometrico collegato al tempo di scatto. Quest’ultimo si muove tra quattro settori (<30, 30, 125, 500, >500) ad indicare in modo spannometrico il tempo scelto dalla macchina. L’esposizione, infatti, è a automatica a priorità di diaframma: il fotografo seleziona quest’ultimo agendo sul barilotto dell’obiettivo, e la macchina imposta il tempo.

Ho scritto “indicazione spannometrica” perché, trattandosi di un ago galvanometrico, non può che essere così. In particolare, non si può avere un’indicazione precisa dei tempi lenti: l’apparecchio avvisa solo che si è “sotto a 1/30s” . Oltre tutto, il tempo più lento dipende dalla sensibilità: a ISO 25 è 30s, a ISO 800 è 1s, coi relativi valori intermedi (e non controllabili).

1/500s è invece il massimo ottenibile dall’otturatore centrale (che ha un tempo di sincronizzazione flash pari a 1/125s). Se l’ago si sposta nella zona “>500”, non resta che chiudere il diaframma. Diciamo che in questi casi un tempo di 1/1000s e/o un diaframma minimo di f/22, avrebbero fatto comodo.

L’otturatore centrale è silenziosissimo, a volte sembra quasi di non aver scattato!

La Minox 35 GT dispone di due sistemi esposimetrici con cellula al CdS: uno – collocato sul frontale dell’obiettivo – è sempre in funzione e mostra i risultati nel mirino come detto; l’altro è collegato all’otturatore, e determina il tempo di esposizione al momento in cui si preme il pulsante di scatto. Entrambi i sistemi vengono disattivati dopo lo scatto (e riattivati avanzando la pellicola) per risparmiare a batteria.

A proposito: la Minox 35 GT utilizzava pile PX27 da 5.6V che sono uscite di produzione da molti anni a causa del Mercurio ivi contenuto. Le possibili soluzioni sono due:

Io ho scelto la seconda opzione, non economica ma molto comoda. In entrambi i casi, il voltaggio complessivo è leggermente superiore (6V anziché 5.6V); ma l’elettronica dell’apparecchio lo compensa senza problemi.

Da notare che la batteria alimenta anche l’otturatore: senza pila, la Minox 35 non funziona.

Bologna, Fiera district - Minox 35 GT, Kodak TMax 400

come si usa

Non c’è granché da dire, essendo la Minox 35 GT un oggetto molto semplice ed efficace:

  1. Si abbassa la ribaltina esponendo l’ottica;
  2. Si imposta la messa a fuoco (se già non era stato fatto prima);
  3. Si imposta il diaframma (idem);
  4. Si inquadra il soggetto, controllando l’ago dei tempi;
  5. Si scatta.
  6. Si richiude e si mette tranquillamente in tasca.

Mai come in questo caso vale il famigerato detto dei fotoreporter: <<f/8 and be there>>!

L’unica accortezza è quella di retroagire sui diaframmi (e quindi sulla ghiera di messa a fuoco) qualora l’ago dei tempi fosse fuori scala in sovraesposizione o in sottoesposizione.

paragonata alla rollei 35

E’ inevitabile confrontare questi due piccoli gioielli, che hanno dimensioni identiche, e si rivolgevano al medesimo target di utenza.

Vantaggi della Rollei 35:

  • Finitura. E’ interamente in metallo, con la sensazione tattile di un solido mattoncino. La Minox è decisamente più “plasticosa”.
  • Affidabilità. Contrariamente alla Minox, non risultano particolari problemi di blocco dell’otturatore.
  • Indipendenza dalla pila. L’otturatore è completamente meccanico, e la pila aziona unicamente l’esposimetro. La Rollei 35 non lascia mai a piedi.

Vantaggi della Minox 35:

  • Peso. Sebbene le dimensioni delle due fotocamere siano uguali, la Rollei pesa più del doppio, e in tasca (o nel marsupio) si sente.
  • Velocità operativa. Per scattare con la Rollei occorre estrarre l’ottica collassabile e bloccarla in posizione; con la Minox si fa molto prima: basta abbassare l’antina.
  • Presettaggio. Il sistema folding mette al riparo da involontarie modifiche alla messa a fuoco preimpostata sul barilotto dell’obiettivo, cosa invece possibile col metodo “tira e ruota” sulla Rollei.
  • Esposizione. L’automatismo a priorità di diaframmi è sicuramente più comodo dell’esposizione manuale: un parametro in meno da regolare.
  • Situazioni con poca luce. In questi casi, se non si ha uno scatto flessibile, torna comodo l’autoscatto… che la Rollei non ha. La Minox, inoltre, può contare sulla ribaltina per stabilizzare la macchina su una qualunque superficie.

La qualità delle immagini prodotte è, a mio modo di vedere, del tutto similare (e ottima).

11 Responses to “Minox 35 GT”

  • sebbene tu abbia fatto una rece praticamente perfetta, ti correggo su un punto specifico:
    la 35 gl (le altre non so) ha la possibilità di scattare in modo “meccanico” (no esposimetro, e tempo fisso, mi pare 1/125 o 1/250 a seconda delle versioni) quando le batterie sono scariche, ergo c’e’ sempre il modo di tirar fuori qualcosa anche senza corrente (e le digggggitali di ora invece no) 😛

    questa chicca venne introdotta sulla scia della nikon fe/fe2 lanciata un paio d’anni prima che prevedeva, appunto, un tempo meccanico “sicuro” quando fossero venute meno le batterie (sempre per evitare di dover usare la macchina come fermacarte in caso contrario, nel momento topico)

    • Non ho trovato in rete notizie circa la funzionalità che dici tu, sul tempo di scatto fisso e “meccanico” per la 35GL. Sicuro?
      Di per certo so che la mia 35GT, senza batterie, diventa un simpatico fermacarte… 😉

      • Salve,mi chiamo Federico Malagoli e sono da poco possessore di una Minox gt.Ho fatto le prime prove con un Gold 400 ,diaframma 8 e messa a fuoco 0.9 …sono venute sfuocatissime,cosa ho sbagliato?Grazie,saluti

        • Salve Federico,
          per la messa a fuoco deve utilizzare il meccanismo dell’iperfocale, osservando i segni sul barilotto dell’obiettivo.
          Barilotto dell'obiettivo
          (In questo caso è una Rollei 35S, ma il concetto è uguale) In sostanza deve allineare il segno di infinito sulla tacca nella parte destra che corrisponde al diaframma che ha impostato.
          A quel punto, sarà a fuoco tutta la zona compresa tra la distanza indicata in corrispondenza della tacca sinistra, e infinito.
          Nella foto dell’esempio, sto operando a f/22 (il diaframma dopo f/16) ed è a fuoco la zona tra 1.5 metri (tacca f/22 a sinistra) e infinito.

        • Bella recensione, quanti ricordi legati a questa macchina!

          @Federico Malagoli
          Domanda: ma il soggetto che volevi ritrarre a che distanza era dal piano della pellicola?

          la messa a fuoco va impostata a seconda della distanza del soggetto, non puoi fissarla a caso…

  • Io ho avuto una Contax T una favola …poi un giorno anche lei è diventata un fermacarte. Complimenti per l’articolo!

  • La mia GT-E non funziona senza batteria. L’adattatore per 2 batterie non è più disponibile. . Ho perso il tappo esterno nero in plastica. Come posso rimediare per bloccare il contenitore originale delle pile? C’è qualcuno che ha una GTE da rottamare? Grazie

  • ho ripreso la mia minox gt oggi per usarla come macchinetta per sperimentare la lomografia.
    ho aperto lo sportellino e mi è caduto il tappo del vano batteria nell’aiola!
    dopo averlo recuperato mi sono accorto che, diligentemente (ma non troppo, dato che l’ho lasciata carica con una pellicola da almeno 1 anno!!! 🙂 ), avevo tolto.
    a questo punto, giusto per provare ho scattato e ho sentito il rumore dell’otturatore. Ho provato altre due volte e pare proprio che io sia un uomo fortunato, in quanto possessore di una versione della Minox che ha il tempo manuale!.
    verificherò meglio a rullino finito e vi farò sapere.
    P.S. come pile altre volte ho usato tre pile a bottone sovrapposte senza nemmeno schermarle dal corpo del vano batterie con del nastro isolante e ha funzionato (in effetti questa prova l’ho fatta con una PL e non con questa GT ma non vedo ragione perchè non debba funzionare lo stesso)
    Cordiali saluti, Fabio Politi da Monreale.

    • sono saltate un paio di parole: diligentemente ma non troppo avevo tolto le batterie.

  • :((((
    aggiornamento!
    Ho purtroppo verificato che senza pile l’otturatore fa rumore ma in effetti non si apre!!!
    In compenso confermo che utilizzando 4 pile LR44, 357, G13, la fotocamera funziona (almeno fino a prova contraria, cosa che potrò fare solo dopo aver sviluppato il rullino.
    ma tutto sembra ok.
    Lomografia arrivoooo!!!

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