Sviluppo negativi for Dummies – parte 4

On 15/06/2012 by Nicola Focci

Negli articoli precedenti (prima, seconda, e terza parte) abbiamo coperto le varie fasi dello sviluppo negativi per un buon 70% dell’intero processo.

E’ ora di fare “le belle lavanderine”!

Va detto che, a questo punto del processo, la nostra pellicola è completamente sviluppata e fissata; quindi può essere esaminata alla luce. Personalmente, però, preferisco farlo dopo il lavaggio.

fase 5: lavaggio

Questa fase è necessaria per rimuovere le tracce delle soluzioni chimiche precedentemente immesse nella tank. Finirebbero, col tempo, per rovinare la nostra preziosa pellicola.

Il lavaggio viene effettuato lasciando la pellicola nella spirale, e la spirale nella tank, versando acqua nel foro di quest’ultima.

I sacri testi suggerivano di usare acqua corrente per molti minuti, lasciando la tank nel lavello: uno spreco considerevole!

Per fortuna ci ha pensato Ilford, consigliando un metodo di lavaggio meno sprecone (e più veloce) che personalmente uso anche io, sebbene leggermente modificato in modo prudenziale:

  • Inserire la quantità di acqua necessaria (300cc nel caso della mia tank Paterson) e fare 5 agitazioni (inversioni). Vuotare.
  • Inserire altra acqua, e fare 10 inversioni. Vuotare.
  • Inserire altra acqua, e fare 20 inversioni. Vuotare.
Il metodo Ilford si ferma qua. Per sicurezza, io ripeto l’ultima operazione: melius abundare quam deficere.

Per chi sa/vuole leggere un po’ di inglese, questo articolo analizza scientificamente il lavaggio Ilford, spiegando che i sacri testi sovrastimavano eccessivamente i tempi, e che la procedura descritta è pienamente efficace benché richieda  molta meno acqua.

La temperatura dell’acqua di lavaggio non è critica quanto quella dello sviluppo, ma comunque dovrebbe essere compresa sempre nel solito range 19-24°C.

fase 6: imbibente

Avete presente quando lavate un recipiente, lo mettete ad asciugare, e poi ve lo trovate pieno di macchioline di calcare? Ecco, la stessa cosa rischia di succedere alla nostra pellicola, e sarebbe un ovvio disastro per la resa finale della fotografia (sempre che non vi piacciano gli scatti alla rosolia).

Per evitare ciò, esistono due strade:

  • Si usa acqua demineralizzata per il lavaggio.
  • Si usa l’imbibente: un apposito agente chimico che riduca la tensione superficiale tra solido (pellicola) e liquido (l’acqua di lavaggio), facendo sì che quest’ultimo “scivoli via” senza lasciare macchie.
C’è anche chi non fa nulla, e si limita a “sgrossare” via dalla pellicola l’acqua in eccesso usando pinze in gomma o addirittura due dita. E’ ampiamente sconsigliabile, perché il rischio di rigare il supporto è elevato.
Siccome trovo comodo usare la comune acqua di rubinetto per il lavaggio, ho scelto l’imbibente. Utilizzo l’Ilford Ilfotol, il cui bugiardino riporta tutte le necessarie indicazioni per l’uso.
Di fatto è una sostanza simile al sapone quindi bisogna usarne poca (il flacone dura una vita!). 
Si apre la tank, si versa (piano per evitare la formazione di schiuma) la quantità di imbibente necessaria, e si lasciala spirale  a bagno per il tempo indicato dal produttore. Durante tale lasso di tempo, è opportuno muovere la spirale in senso rotatorio ora orario ora antiorario, e verticale cioè estraendola dalla tank e riposizionandola. Il tutto, con delicatezza onde evitare la formazione di schiuma.
La nostra pellicola ora è pronta per l’asciugatura, che vedremo nella “prossima e ultima puntata”.

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