Elogio del Rodinal

On 04/04/2014 by Nicola Focci

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Uso il Rodinal (o meglio l’R09 One Shot, che è lo stesso prodotto) stabilmente da oltre un anno ed è quindi diventato il mio sviluppo preferito.

Perché dunque non parlarne un po’? 😉

Origine

Il brevetto del Rodinal ha ben 123 anni! Si tratta del più antico rivelatore oggi ancora in commercio.

Fu infatti sviluppato da un chimico dell’AGFA(“Actien Gesellschaft für anilin FAbrikation“), Momme Andresen, e commercializzato a partire dal 1892.

Il brevetto è naturalmente scaduto, e quindi il Rodinal viene ancora sintetizzato sebbene Agfa abbia smesso di commercializzarlo nel 1997.

In particolare, oggi è prodotto da ADOX col nome “Adonal” e da Connect Chemicals col nome appunto di “R09 One Shot”.

Volendo è anche possibile prepararlo da sé a partire dai chimici puri.

 Caratteristiche

Formulazione

Il Rodinal si presenta come liquido concentrato di colore giallo chiaro, che va diluito con acqua per ottenere lo sviluppo da usarsi “one shot” (una volta sola e si butta).

Le diluizioni più utilizzate sono 1+25 e 1+50, ma c’è chi lo usa anche 1+100.

AGFA però consigliava di non utilizzare quantità inferiori a 10cc di concentrato.

Compensazione

Il Rodinal è un cosiddetto “sviluppo compensatore“.

Vengono così definiti quei rivelatori che, in funzione della loro composizione chimica, provvedono alla compensazione dei contrasti: le alte luci non diventano mai così dense da eliminare tutti i dettagli, e le ombre vengono preservate. Questo effetto aumenta all’aumentare della diluizione.

Alba invernale a Jano, HP5+ 400 ISO medio formato in R09 1+50

Alba invernale a Jano, HP5+ 400 ISO medio formato in R09 1+50

Le alte diluizioni sono quindi consigliate nei casi in cui la scena presenti separazioni tonali abbastanza estreme. (Se volete approfondire questo ed altri concetti, consiglio la lettura del mio “Manuale del bianco e nero analogico“).

La diluizione 1+25 può invece essere usata in scene maggiormente “piatte” onde aumentare un po’ l’espansione tonale.

Capitol Reef, Utah, R

Capitol Reef, Utah, HP5+ medio formato in R09 1+25

Acutanza

Una caratteristica tipica del Rodinal è l’elevata acutanza (nitidezza dei bordi dell’immagine).

Questo rivelatore infatti non ha, tra i suoi costituenti, un solvente. L’effetto del solvente è quello di “ammorbidire” la grana formata dai cristalli d’Argento, sfumandone i contorni; ecco quindi che l’assenza di solvente rende la grana più netta e i bordi dell’immagine più definiti.

Grana

Naturalmente, c’è un rovescio della medaglia: grana più netta implica anche grana più visibile!

Per questo il Rodinal viene solitamente sconsigliato nello sviluppo delle pellicole a media ed alta sensibilità, laddove la grana risulta più evidente.

In questi casi si consigliano sviluppi cosiddetti “finegranulanti” (es. Ilford Microphen).

Perché mi piace

Detto delle caratteristiche “oggettive” del Rodinal, ecco perché “soggettivamente” è diventato il mio rivelatore preferito.

RESA

…grazie all’elevata acutanza e alle caratteristiche tonali.

Se opportunamente stampate, le immagini sembrano “uscire” dalla carta!

Certosa di Bologna

Certosa di Bologna, HP5+ medio formato in R09 1+25

Le scansioni di questo post (ottenute da carta baritata) non rendono assolutamente l’idea: vi assicuro che dal vivo queste stampe hanno tutto un altro “tiro”!

COMODITA’

Inutile negare che, quando si pratica la passione fotografica al di fuori degli orari di lavoro (come nel mio caso), la comodità e la velocità sono molto importanti.

Predisporre lo sviluppo col Rodinal è velocissimo, grazie anche ai valori di diluizione.

1+25 nella mia tank da 500cc significa misurare 20cc di concentrato e aggiungere acqua a mezzo litro: semplice e rapido.

Gli sviluppi in polvere e quelli molto densi sono decisamente più brigosi. Col Rodinal non occorre preparare un litro di soluzione come per l’ID11/D76, o giostrarsi tra siringhe e diluizioni strane come con l’HC-110.

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Il Rodinal si conserva per un tempo lunghissimo. Col tempo, il colore vira dal giallo paglierino al “coca-cola”; ma l’efficacia non cambia per nulla.

A questo proposito esiste un interessante aneddoto. Negli anni ’90, un’operazione di pulizia di alcuni ruderi bombardati nella Germania Est durante l’ultima guerra portò alla luce un flacone di Rodinal del periodo bellico. Qualcuno ebbe la pazza idea di sviluppare un rullino usando quel liquido, e… il risultato fu perfetto!

Senza arrivare a tanto, personalmente posso testimoniare di aver da poco sviluppato un rullino usando il fondo di una bottiglia aperta un anno e mezzo fa, dal colore molto scuro, ed è venuto benissimo.

L’ID11 stock produrrà anche meno grana, ma non dura così tanto!

FLESSIBILITA’

Le innumerevoli possibilità di diluizione del Rodinal ne fanno un rivelatore molto flessibile.

La scena presenta forti contrasti?, diluisco 1+50 (o 1+100). La scena è piatta?, diluisco 1+25. (Naturalmente gli scatti nel rullino devono essere uniformi!).

ECONOMICITA’

Un flacone da 120cc di Rodinal costa circa 5 euro. Mi basta per 6 rullini formato 120 in diluizione 1+25, o 12 in diluizione 1+50. E, come scritto più sopra, non scade praticamente mai.

USO NEL MF

Con il negativo 6×6, gli effetti di grana eccessiva del Rodinal risultano molto meno pesanti che sul 24x36mm, per l’ovvia considerazione che l’immagine deve essere ingrandita di meno.

Questo vale anche per la HP5+ a 400 ISO, la pellicola che uso più spesso.

Al momento mi “accontento” di stampe 24x24cm dove la grana è comunque limitata anche con la HP5. Il principale difetto di questo rivelatore, insomma, non è per me cruciale.

(Sempre ammesso che l’eccessiva grana sia un difetto!… Ma questo è un altro discorso).

 

Fonti:

http://www.martinzimelka.com/pages/AGFA_Rodinal.html

http://www.chimicapratica.altervista.org/index_htm_files/F09%20-%20Trattamento%20fotografico%20bn.pdf

http://unblinkingeye.com/Articles/Rodinal/rodinal.html

http://www.japancamerahunter.com/2013/10/black-white-film-development-lazy-people/

19 Responses to “Elogio del Rodinal”

  • È anche il mio preferito sviluppo proprio per la comodità, anche se spesso uso la sua variante detta spezial che ha la caratteristica di ridurre la grana meglio del one shot soprattutto per me che prediligo la Tri-x oppure la rollei 400s.

  • l’ho usato anche 1/200 sviluppando una Kodak TP,l’unica cosa da farsi è aggiungere 5gr di sodio solfito anidro per ammorbidire l’acqua e togliere le impurità,ho usato diverse soluzioni da 1/25/ 1/50/1/75 / 1/100 /,si è sempre comportato bene non mi ha mai lasciato a piedi,ho appena finito una boccetta da 500 ml di diversi anni era di color catrame ma ha fatto il suo dovere,perciò fin che si trova in commercio userò questo rivelatore

    • Approvo e sottoscrivo, Angelo! Speriamo che non faccia la fine di alcuni materiali dismessi… anche se è poi sempre possibile prepararlo dai chimici puri: io non ho mai provato, però non dovrebbe essere difficile. Forse sul Fotoricettario di Ghedina c’è la formula in italiano: devo verificare!
      Grazie del tuo passaggio!

      • Si racconta una leggenda sul Rodinal, che cioè fu ritrovata in Germania negli anni ’90 una bottiglia risalente agli anni ’40 in un vecchio palazzo bombardato durante la seconda guerra mondiale. Fu provato su una pellicola e funzionò perfettamente come se fosse nuovo. (Probabilmente era stato ben tappato con quei bei tappi di bachelite che c’erano una volta !). Questo dovrebbe farci capire che il Rodinal è praticamente ETERNO !!! Il segreto di tanta longevità sta nella molecola del paraminofenolo, che essendo una molecola aromatica non si decompone manco con le cannonate. Se ben protetto dall’ossidazione il Rodinal potrebbe davvero durare un tempo lunghissimo !!!

        • Rodinal ruleZ! 😀
          E grazie per la spiegazione chimica, Gabriele!
          Ormai io uso solo Rodinal anche se forse, come spiegavo nell’articolo, il mio 6×6 risolve i problemi di grana che in tanti lamentano.

      • Il Rodinal.. un esempio di prodotto di qualità di quando si facevano le cose per bene. funziona sempre, dura tantissimo, è economico, ha un risultato unico. lo usavo negli anni 80 e ne sento ancora il profumo…

        • Concordo!!
          Possiamo dire che il Rodinal è lo Zen dei rivelatori per pellicola: minimale ma efficace! 🙂

    • l’ho usato, molti anni fa, diluito 1+400, con la vecchia, stupenda Ilford HP4, non più fabbricata da almeno 40 anni. Il livello di compensazione era altissimo, la nitidezza ottima e la grana sottile, il tutto a 400 ASA. Chissà se oggi è possibile fare altrettanto.

  • la leggenda della bottiglietta comparsa dopo vari anni a guerra finita l’avevo già letta anni fà ed è stata la goccia che mi ha ispirato all’uso del Rodinal,parlo di decine di anni fa

    • Eh te lo credo, Angelo! 😉
      Ma… sarà poi vera? Prima o poi mi prendo lo sfizio di “googlare” un po’, e vedere se trovo qualche fonte…
      A me rimane solo da “mettere bene alla frusta” il Rodinal sulle pellicole t-grain, ma tra un mese porterò con me 15 rullini di Delta 400 (vado in Islanda) e vedremo come se la cava. Flacone aperto ad Aprile, peraltro! 😀

  • Utilizzavo pellicola Tri-X e Rodinal. Era la combinazione che mi permetteva una grande flessibilità di risultati. La Tri-X, normalmente a 27 Din, non di raro la spingevo a valori di sensibilità impossibili per scattare quasi al buio. E in corrispondenza variavo la diluizione del Rodinal nello sviluppo. Ovviamente emergeva la grana, ma bella pulita e quindi non fastidiosa. Anni ’60 e ’70 …

  • Daccordissimo su tutto. Lo uso da tanti anni (con vari nomi) e sono sempre stato soddisfatto. Focci, sei bolognese?

  • Lo uso quasi sempre. tranne che con pellicole T-grain tipo la Delta 400 per la quale preferisco un finegranulante come il Rodinal (R09) Special. Non ho mai provato il Rodinal su una Delta 3200 alla sensibilità nominale, ho paura che questo rivelatore funzioni con questa pellicola solo sino a 1000 ISO. Hai fatto delle prove in merito? Cosa ne pensi con pellicole ad altissima sensibilità (lasciando stare la grana)?

    • Mai provato con la 3200, mentre invece mi piace anche con la Delta 400!
      Però parlo di 6×6: con il 35mm usavo perlopiù ID11.

      • Usato millemila volte con la delta 3200 a 3200 iso. 11 minuti in 1+25. molto bella molto materica. sia 35 che 120… una delle mie accoppiate preferite. Giovani, il rodinal sviluppa anche la mortadella a 1+25. io ho sviluppato (con un notevole successo) delle perutz 120 scadute nell’agosto del 43. (AGOSTO 1943). 24 iso mi pare su nitrocellulosa. il rodinal funzia bene in qualsiasi condizione. nelle tank, nelle macchine… io lo do da mangiare ad un processore a 6 vasche termostatate e non sbaglia un colpo.

  • Io lo uso spesso: mi ha sorpreso usandolo con 2 rulli di Ilford Pan400 tirate a 1600 scattati duranti concerti in notturna all’aperto. Non potendo mantenere la temperatura costante per lungo tempo l’ho diluito a 1+25 per 12minuti e mi ha dato delle immagini molto contrastate come volevo e con pochissima grana (non immaginavo). Eccezionale 🙂

  • i tempi indicati sulla confezione sono attendibil? per liford hp5

    • Io li ho sempre trovati del tutto attendibili, per i risultati che mi premeva avere! 😉

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