Il marginatore

On 01/12/2014 by Nicola Focci

Il marginatore (easel in inglese) è l’autentica croce e delizia di noi “cameraoscurari”.

Cos’è un marginatore

Trattasi di un piano (tipicamente metallico) sopra al quale vanno ad appoggiarsi due o più strisce metalliche dette “lame”.

Il marginatore viene collocato sopra al piano da stampa, e il foglio di carta sensibile inserito al di sotto delle lame, restando fermo sotto di esse.

I marginatori più economici sono quelli a due lame:

Marginatore a due lame (Fonte: shadowlandsphoto.com)

I modelli più costosi (molto più costosi) sono invece quelli a quattro lame.

Fonte: shadowlandsphoto.com

Marginatore a quattro lame (Fonte: shadowlandsphoto.com)

Di solito si consigliano i marginatori a quattro lame perché più efficaci. Ad esempio può capitare che il bordo fisso del marginatore a due lame rifletta un po’ di luce, scurendo leggermente la stampa sui due lati che sono tenuti fermi dl bordo stesso.

A cosa serve

Lo scopo del marginatore è duplice:

  1. Creare (appunto) il margine, cioè il bordo bianco intorno alla stampa.
  2. Mantenere la planeità della carte in fase di stampa. L’eccessiva curvatura potrebbe pregiudicare la nitidezza, specie con la carta baritata che soffre particolarmente di questo problema.

Esiste anche un terzo scopo per chi – come me – non posiziona la carta usando un filtro rosso* davanti all’obiettivo dell’ingranditore: usando il marginatore si ha la garanzia del corretto centraggio del foglio di stampa rispetto all’immagine proiettata. Sempre che il marginatore stesso non venga spostato! (* non mi fido del filtro rosso: esiste sempre il rischio che si veli il foglio, per quanto poco… ergo, non lo uso mai).

Ma… serve?

Probabilmente no!

I bordi

La questione del bordo bianco si può risolvere semplicemente con una taglierina, meglio se a lama rotante (più precisa ed efficace). Si riflano i quattro lati della stampa in modo da avere un bordo bianco del medesimo spessore su tutti, ed è fatta.

Nel caso di montaggio in passepartout, poi, il bordo bianco si può tranquillamente rimuovere.

La planeità

Esistono almeno un paio di sistemi per mantenere la carta piatta sul piano da stampa, facendo a meno del marginatore.

Passepartout ad hoc

In sostanza si costruisce una “cornice” con quattro angoli atti a tenere ferma la carta da stampa, e la si gira per poi usarla sul piano dell’ingranditore. Ecco il retro della cornice:

pass1

(La foto qui sopra è tratta da questo articolo su farefoto.net: seguitelo, per ulteriori informazioni).

In questo caso si risolve anche il problema dei bordi!

Far aderire la carta

Si utilizza un po’ di nastro adesivo di carta (da carrozziere) per “attaccare” la carta al piano da stampa, o agli angoli, oppure arrotolando il nastro su sé stesso in modo che formi dei piccoli “cilindri biadesivi” da attaccare sotto al foglio.

Alternativamente si può usare il Patafix della UHU: una sorta di “gomma pane” che funziona piuttosto bene. Se ne possono tenere alcune “palline” ai bordi del piano da stampa, riutilizzandole più volte.

Altra valida alternativa, è usare una sottile lastra metallica sul piano dell’ingranditore, e quindi piccole calamite (o strisce di materiale magnetizzato) per far aderire la carta.

C’è anche chi fa aderire temporaneamente la carta al piano da stampa usando una goccia d’acqua. Ma con la baritata bisogna fare attenzione: se si bagna troppo, diventa piuttosto fragile.

E io?

Per diverso tempo ho usato un marginatore (a due lame) ma da circa un anno l’ho dismesso. Trovo che in camera oscura sia opportuno eliminare qualunque aspetto e/o mezzo che complichi e/o rallenti l’operatività. Per quanto l’impiccio legato al marginatore sia piccolo, alla fine vale il detto di Totò: “E’ la somma che fa il totale”.  Cominciamo a togliere, e ne alla lunga ne trarremo un beneficio.

I sistemi alternativi funzionano bene, ma nessuno di questi mi risolveva il problema del corretto centraggio senza filtro rosso davanti all’obiettivo.

Del resto, sono assolutamente negato per il fai-da-te e le soluzioni raffinate! 😀

Alla fine ho risolto così:

Marginatore

(Fare clic per ingrandire)

Quindi procedo in questo modo:

  1. Controllo la messa a fuoco dell’immagine proiettata,
  2. Spengo l’ingranditore,
  3. Posiziono il foglio di carta sensibile in modo che vada “in battuta” sullo scotch (ingrandimenti piccoli) o sul righello (ingrandimenti maggiori) e centrandolo tra i marker che indicano i bordi dell’immagine proiettata,
  4. Uso due blocchi di legno per fermare la carta ai lati, e mantenerla piana.

Rapido ed efficace. Anche se, ovviamente, il tutto è facilitato dal formato di stampa quadrato (che mi lascia parte del foglio libera per il bloccaggio coi legni).

Forse potrei usare lastra metallica e calamite, al posto dei legni. Ci penserò… 😉

One Response to “Il marginatore”

  • Posizionare la carta bene sotto l’ingranditore è una delle cose più fastidiose da fare. Soprattuto quando, dopo tante prove, fai la stampa definitiva e quando sviluppi… ti accorgi che il foglio non era messo bene.

    lasciato perdere il marginatore a due lame che era insieme all’ingranditore che avevo comprato, mi sono fatte delle cornici di passepartout incernierate a un cartoncino con degli angolini dove inserire il foglio. Non proprio semplice, ma efficacie.

    Poi, tenendo monitorata la baia oltreoceano e con un controllo zen per non fare offerte tali da spendere più di 100 euri con spese di spedizione, ho portato a casa un Saunders che arriva al 20×30. Se sono pochi o tanti 100 euro è soggettivo… però ora ho una preoccupazione in meno in camera oscura e…. anche una distrazione in meno 😉

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