Qualcosa ha (ri)fatto clic

On 11/05/2016 by Nicola Focci

Una foto pubblicata da Nicola Focci (@nicolafocci) in data:

Non scrivevo un articolo dal 28 Ottobre scorso: quasi sette mesi.

Qualcuno mi ha chiesto che fine avessi fatto, come mai non scrivessi più… e magari avrà pensato che mi fosse successo qualcosa!

Niente di grave, per fortuna.

Semplicemente, e tutto ad un tratto, ho perso interesse per la fotografia… e conseguentemente anche per il blog.

Non c’è stata alcuna causa scatenante; non che io sappia, perlomeno. Qualcosa ha semplicemente fatto clic… ed ho smesso di fare fotografia, leggere di fotografia, e scrivere di fotografia.

A Marzo, avevo ancora nella Rolleiflex il rullino che avevo iniziato a fine viaggio in Giappone nell’Agosto precedenteMe ne vergognavo un po’; ma non trovavo la spinta… e verso la fotografia provavo non già una repulsione, quanto un inerte disinteresse.

Dopo due o tre mesi in cui la fiamma non tornava ad accendersi (ma nemmeno lontanamente), mi ero sinceramente preoccupato che non ci fosse più speranza. Ho pensato: ecco, ci risiamo… l’ennesima passione bruciante che perdo per strada! Come è stato per lo squash, lo snowboard, gli scacchi, la chitarra, e chissà cos’altro ora non ricordo.

Poi, non so perché, qualcosa ha rifatto clic e… sono tornato in pista.

Ho finito quel rullino, l’ho sviluppato, ho fatto i provini, ed ho iniziato a stampare (proprio in questi giorni) le FB per il libro fotografico che vorrei fare a fine anno. Quest’ultima, peraltro, è l’idea progettuale che avevo avuto come summa della mostra fatta ormai secoli fa, poco prima di bloccarmi. Un libro che si chiamerà “Il principio di indeterminazione” (o almeno è questa l’idea).

Come mai questa ripresa? Di nuovo, nessun motivo scatenante. Semplicemente, mi son messo a “fare”.

Francamente, non saprei proprio che lezione trarre da questo lungo periodo sabbatico.

In questo blog ho spesso cercato di trarre lezioni da esperienze altrui, o annotare spunti motivazionali soprattutto a beneficio di me stesso; ma stavolta non riesco proprio a dare una lettura sensata.

Non so nemmeno se sono realmente uscito da quella empasse, o si tratta di una boutade destinata a sciogliersi come neve al sole! Per ora, penso di no: ho avuto persino la fortuna di un amico che mi ha passato il suo intero corredo analogico mai usato!, quindi ho pure ereditato un bel po’ di attrezzatura: la Paterson da due spirali (allargate a 120), un altro ingranditore (Meopta con testa a colori), un timer Durst Labotim…

Vorrei tornare a leggere saggi di fotografia e scrivere articoli per il blog, ma al momento non ho questa spinta. Quindi credo che gli (eventuali) nuovi lettori dovranno accontentarsi di quello che ho scritto da Ottobre 2011 a fine anno scorso. Tutto sommato, un po’ di carne al fuoco c’è.

Per il resto, mi accontento di tornare in camera oscura, e proseguire sulla strada del mio libro.

Quanto all’abbondante “semestre sabbatico” appena trascorso, non cercherò di darne spiegazioni. Mi limiterò, semplicemente, a osservarlo senza giudicarlo:

Incluso articoli come questo!

2 Responses to “Qualcosa ha (ri)fatto clic”

  • Per prima cosa ben tornato… In realtà non te ne sei mai andato anche se non scrivevi e fotografavi: il bello è proprio questo che fotografi vivendo, non vivi per fotografare e se in un periodo non farai foto pazienza. La foto devi sentirla tu non la devi indurla e ben vengano i periodi di pausa in cui si cerca di uscire da circoli viziosi sterili. Certo ora che hai questa nuova attrezzatura avrai almeno un minimo interesse nel provarla 🙂 Aspetterò i tuoi scatti e sono felice di risentirti (fotografia a parte).

    • Graze Domenico!! “Non vivi per fotografare” è un’ottima considerazione: è vero che le passioni vere dovrebbero essere totalizzanti, ma è anche vero che non si tratta di un lavoro. Verissimo anche quello che scrivi, circa il “doverselo sentire”: una delle cose che si imparano crescendo (invecchiando!), è proprio questo, cioè imparare a non avere fretta e forzare.
      Grazie ancora.

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