Manuale del bianco e nero analogico

Copertina_libro

 

Una guida completa per la gestione del bianco e nero su pellicola: dalla realizzazione della camera oscura alla stampa finale, passando per i tipi di fotocamera e le problematiche di esposizione.

Argomenti trattati:

  • Le differenze tra fotografia analogica e fotografia digitale, e le motivazioni all’uso della tecnologia chimica.
  • I tipi di pellicola disponibili sul mercato, il meccanismo chimico alla base, l’approvvigionamento, le precauzioni.
  • Le fotocamere che si possono reperire sul mercato dell’usato: dalla telemetro 35mm alla biottica 120.
  • L’allestimento della camera oscura: l’ambiente opportuno, il materiale necessario, la tenuta alla luce, la ventilazione.
  • L’esposizione della pellicola: gli errori dell’esposimetro, la corretta preservazione di luci e ombre, il Sistema Zonale, i filtri per il bianco e nero, il difetto di reciprocità.
  • Il processo di sviluppo della pellicola: materiali, procedure, trucchi.
  • Il processo di stampa analogica: materiali, procedure, trucchi, tecniche varie (ritaglio, mascheratura e bruciatura, spuntinatura…).
  • Le problematiche di conservazione dei negativi e delle stampe: cause di degrado, materiali da impiegare, metodi da implementare.
  • Le procedure di archiviazione: la codifica e la cartella di progetto.
  • Le modalità di digitalizzazione e condivisione in rete: scanner, la digitalizzazione della stampa, la digitalizzazione del negativo.

Il libro ha un taglio volutamente più operativo che teorico, contiene svariate fotografie a corredo del testo, ed è perfettamente leggibile anche sugli e-book reader monocromatici.

5 Responses to “Manuale del bianco e nero analogico”

  • Ciao NIcola,
    mi chiamo Giacomo e sono un ragazzo di Bologna il quale è appena stato contagiato dalla passione per il bianco e nero analogico. Innanzitutto complimenti per il blog davvero ben fatto , e davvero complimenti per i tuoi progetti che ho trovato superlativi , sempre che il giudizio di uno ”sbarbino” come me possa avere un qualche valore. Per chiudere volevo rivolgerti una domanda : sarei molto interessato a procurarmi il tuo manuale , potresti indicarmi un qualsiasi rivenditore o qualunque altro modo per ottenerne una copia ?
    Grazie in anticipo e un salutone.
    Giacomo

  • Lo farò sicuramente… Grazie ancora davvero Nicola!!

  • Ciao Nicola
    Ho appena acquistato il tuo libro e ho già letto i primi tre capitoli, è bellissimo e sfata tanti miti sulla diatriba tra analogico e pellicola.
    Io personalmente ho seguito più o meno il tuo percorso analogico/digitale/analogico.
    Attualmente preferisco il bianco e nero analogico dal principio fino alla stampa per i motivi che hai espresso nel tuo libro, inoltre trovo la pratica di fotografare così altamente antidepressiva e oserei dire zen, e Dio sa di quanto ne avremmo bisogno.
    Insomma quando sono in giro con la mia fotocamera sono felice mi diverto e soprattutto “penso”

    Ti faccio ancora i miei complimenti e continuerò a seguire con molto interesse questo tuo sito.

    Un saluto
    Sergio Doria

    • Sergio, grazie di cuore per i tuoi apprezzamenti!
      Concordo al mille per mille con quello che scrivi: fotografare in analogico è un po’ come riappacificarsi col mondo, nel senso di trovare i suoi ritmi (anziché i “nostri”, sempre frenetici) e tornare in contatto con una realtà che abbiamo un po’ perso.
      Spesso si dice “tornare bambini”, e mai come in questo caso è appropriato: i bambini non hanno paura di sperimentare cose nuove, non hanno fretta, non hanno pregiudizi, non hanno paura dell’errore, hanno coraggio, fanno le cose in modo semplice, non si complicano la vita… tutti aspetti sui quali la fotografia analogica “ci educa”, con il suo approccio più emozionale che tecnico.
      Poi io stesso riconosco (e nel libro come hai visto l’ho scritto) che, per determinati ambiti, il digitale dispone di innegabili vantaggi. Ma la fotografia chimica ha ancora tantissimo da offrire.
      Grazie per il tuo ottimo contributo! 😉

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