FAQ

Frequently Asked Questions!

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…perché a volte la curiosità va oltre una semplice pagina di “Info”!

Quindi ho pensato di costruire questa sorta di auto-intervista sulle domande che questo sito potrebbe far nascere  (magari non troppo frequently…)

[aggiornato al Novembre 2013]

1. Sei un professionista della fotografia?

No.

Mi guadagno da vivere facendo tutt’altro (l’impiegato) quindi la fotografia è per me una passione. Che però cerco di portare avanti in modo professionale, cioè con la massima cura ed attenzione.

2. Che [fotocamere/obiettivi/pellicole/ecc.] usi?

Sarei tentato di fare un elenco (la sindrome da acquisto compulsivo colpisce anche me!) ma in realtà ritengo che la cosa sia del tutto irrilevante.

Una prestigiosa stilografica non fa un grande scrittore: il mezzo resta un mezzo.

Preferisco quindi che a parlare per me siano le mie fotografie, e non la mia strumentazione.

3. Come ti sei formato?

Fondamentalmente da autodidatta, e partecipando poi ad un paio di workshop.

Non ho quindi compiuto studi artistici particolari: anzi, sono laureato in Chimica, e quindi in una materia scientifica.

4. Qual’è il tuo fotografo di riferimento?

Sinceramente – e lo dico davvero – non ho “modelli” di riferimento.

Ci sono, questo sì, fotografi che ammiro moltissimo e mi piacciono moltissimo; come Daido Moriyama, Minor White, Davide Monteleone, László Moholy-Nagy, Mario Giacomelli, Ugo Mulas… ma non cerco di emulare il loro stile (non intenzionalmente perlomeno).

5. Come definiresti la tua fotografia?

Di paesaggio; autobiografica; positiva.

Paesaggio, perché amo riprendere soprattutto quello, includendo o meno contesti prodotti dall’uomo.

Autobiografica, perché cerco sempre di esprimere le aspettative ed i sentimenti che ho dentro o vorrei avere dentro. Mi rendo conto di come ciò possa apparire pleonastico; ma non è scontato.

Positiva, perché tale è la realtà immaginaria che voglio costruire. Nonostante la presenza umana sia rara nelle mie fotografie, cerco sempre di esprimere un sentimento di estetico ottimismo… stando alla larga da certi “canoni del dolore” forse più spettacolari ma anche più strumentali.

6. Quali sono state le tue esperienze?

Per ora alcune mostre insieme ad un amico; ad esempio su un progetto dedicato al Museo della Memoria su Ustica.

Di fatto, è con l’avvio di questo sito (2012 circa) che ho cominciato a pianificare più seriamente i miei progetti, per perseguire una visibilità e uscire quindi “dal mio guscio”.

7. A cosa aspiri?

Fondamentalmente, e per il tipo di fotografia che faccio, sono interessato al settore fine art. E quindi ad esporre in gallerie.

Poi eventualmente, per estensione, anche su pubblicazioni.

8. Cosa ti piace di più nella fotografia?

La potenza espressiva, e la capacità di manipolare la realtà.

9. Cosa ti piace di meno nella fotografia?

L‘eccesso “quantitativo” che si vede sul web.

10. Scrivi molti articoli sulla pellicola. Perché la usi?

Perché mi ha permesso (e mi permette) di prendermi meglio i miei tempi, di “respirare” meglio ogni scatto, di ragionare prima di premere il fatidico pulsante.

Per me la pellicola non è una religione, ma un mezzo adeguato al mio fine.

11. Ma cosa spinge una persona a fotografare?

Non posso parlare per gli altri (perché le molle possono essere tante), quindi parlo per me: l’esigenza di esprimere ciò che ho dentro.

Fotografare è, per me, un po’ come scrivere un diario personale.

12. E un buon motivo per NON fotografare?

Cercare un sensazionalismo fine a sé stesso.

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