Ri-organizzando la mia opera

On 27/06/2014 by Nicola Focci
Da "Frammento 2"

Da “Frammento 2”

 

Meglio fallire con originalità, che avere successo copiando.

(Herman Meliville)

 

Mi sono rimboccato le maniche ed ho dato una bella sistemata alla sezione fotografica del mio sito. 

Ossia, ho concluso un percorso durato circa un anno e mezzo, il tempo che mi sono preso “guardarmi fotograficamente dentro” e capire me stesso. Qual’era il tipo di messaggio che, istintivamente e in modo spontaneo, tendevo a comunicare? Qual’era la mia poetica? Quali i miei intenti espressivi?

Ho semplificato, limato, ragionato, analizzato… arrivando a questo punto, che considero essere un inizio di nuovo cammino.

Anzitutto, ho scritto una “Dichiarazione d’artista”: si trova nella pagina “Info”.

Può sembrare un titolo altisonante, persino altezzoso. Ma lo ritengo un passo necessario. Avendo già sgombrato il campo sul concetto di “artista”, credo fosse importante formalizzare l’esito del percorso introspettivo che citavo prima… chiarendo che cosa voglio dire con la fotografia, esprimendo la fiducia che l’osservatore possa partecipare all’approfondimento, e fornendo una chiave di lettura per la mia “Opera”.

Opera? Sì, Opera.

Ho deciso che chiamerò così, e non “Progetti”, il mio insieme di fotografie. E’ il plurale del latino opus, inteso come “lavoro” nel senso lato del termine. Per la Treccani, “Opera” è <<ogni attività diretta ad un fine>>, il fine essendo quello indicato nella “Dichiarazione d’artista”. Credo quindi che “Opera” sia un nome più idoneo (e meno asettico) di “Progetti”.

Poiché considero la mia Opera come un insieme molto grande e in continuo divenire, ecco la definizione di “Frammenti” quale ulteriore livello: quei singoli tasselli che vanno a comporre il mosaico. Se vogliamo, rappresentano i singoli progetti.

Al momento, ho completato tre Frammenti (il rispettivo numero ha scopo di identificazione e temporalità, non di sequenza):

Last but not least, vale quanto sarebbe pleonastico specificare, ma non sempre lo è: le immagini derivano da scansioni delle stampe originali. Queste ultime sono su carta baritata (ovviamente chimica).

Per quanto io abbia cercato di replicare le tonalità della stampa, è davvero impossibile avere la medesima resa: sarebbe come confrontare pere con mele.  Ritengo quindi che la vera “manifestazione” dei miei Frammenti sia sulla carta stampata (di 23×23 cm), incorniciata in passepartout (di 35x35cm) color crema, con fondo di cartoncino rigido.

Spero quanto prima di poterle mostrare a un pubblico, in una sede opportuna! 🙂

Lascia un commento