[Guest Post] La Fotografia delle idee

On 13/03/2014 by Nicola Focci

Oggi ospito un articolo scritto dall’amico Domenico Pescosolido (http://www.domenicopescosolido.it/) che ringrazio per l’esaustiva e costruttiva partecipazione.

Rimando al suo sito per la visione degli ottimi scatti ed i contenuti sempre stimolanti del suo blog!


Salve a tutti i lettori del blog di Nicola,

Un ringraziamento particolare, prima di iniziare, lo devo a Nicola che ha qui deciso di ospitare un mio pensiero.

Il blog di Nicola è sempre attento alle problematiche legate alla Fotografia con particolare rifermento a quella che oggi viene definita analogica ed è appunto da qui che vorrei iniziare.

Qualche tempo fa, parlando con un mio amico, mi resi conto che, al di là delle mille diversità che la fotografia analogica ha con quella digitale, c’è una caratteristica che non è stata ancora abbastanza approfondita: la previsualizzazione.

Camminavo tranquillo per la città con in mano la mia fida Leica M6 caricata con un bel rullo bianco e nero a 400 ISO, era tardo pomeriggio ed ormai le luci allungavano le ombre e proiettavano una calda luce primaverile. Le ombre e le luci danzavano davanti ai miei occhi e costruivano nella mia mente strane forme che cercavo di catturare con la mia macchina fotografica, sforzandomi di vederle nella mia mente e riprodurle al meglio sulla pellicola dosando l’esposizione in modo ottimale e prefigurandomi il lavoro successivo che avrei svolto successivamente in camera oscura. Mentre riflettevo di sviluppi possibili e carte, incontrai un amico che stava fotografando anche lui, ma a differenza di me usava una scintillante macchina digitale.

Parlammo del più e del meno e ovviamente i nostri discorsi non poterono non cadere sulla Fotografia. Ad un certo punto il mio amico mi disse: “Io non riuscirei a fotografare a pellicola oggi, nonostante riesca a comporre bene le mie immagini mi mancherebbe enormemente il monitor e la possibilità di vedere subito lo scatto”.

Per me fu come la mela per Newton. La fotografia digitale sta uccidendo lentamente, ma inesorabilmente, la capacità del fotografo di previsualizzare il suo scatto. La fotografia digitale non solo non impegna la mente del fotografo in fase di ripresa ma rimanderà il tutto alla fase di post elaborazione perché il fotografo non interpreterà la stampa fin dalla fase di ripresa ma si accontenterà di portare a casa un immagine. Non necessariamente il fotografo digitale avrà “visto la foto”, più spesso avrà visto un’immagine della realtà di cui si accontenterà di ricavare una fotografia (forse) in fase di post produzione.

Questo modo di procedere è molto lontano dal metodo di previsualizzazione che predicava un vecchio nonnetto di nome Ansel Adams nel secolo scorso! Oggi fa sorridere il tempo impiegato da il tempo impiegato da Ansel Adams per realizzare la sua Clearing Winter Storm, 20 anni, quando un normale fotografo amatoriale si sarebbe limitato ad uno scatto raw riservandosi una successiva elaborazione magari anche ricreando le nuvole qualora non ve ne fossero state in fase di ripresa.

Ansel Adams, "Clearing Winter Storm", Yosemite National Park, California (c.1937)

Ansel Adams, “Clearing Winter Storm”, Yosemite National Park, California (c.1937)

Non domandiamoci quindi come facevano i fotografi della passata generazione a creare fotografie così perfette e magnifiche da rimanere senza parole ancor oggi se le confrontiamo con i poveri scatti digitali che raramente possono assurgere al ruolo di Fotografia pensata e realizzata.

Personalmente amo Fotografare e sicuramente non mi piace scambiare l’attività di Fotografo con quella di cacciatore di immagini da post produrre.

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