“Quel pollo di Icaro” di Seth Godin

On 11/07/2014 by Nicola Focci

Questa settimana voglio parlare di un libro molto interessante anche per chi fa fotografia ed arte in generale: “Quel pollo di Icaro” di Seth Godin (sottotitolo: “Come volare alto senza bruciarsi le ali”).

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Seth Godin è un “guru” dell’imprenditoria statunitense, autore di un blog molto seguito (anche dal sottoscritto!) ed ovviamente diversi bestseller internazionali.

La tesi di questo libro, detta molto in breve, è che il mondo cambia in fretta: ciò che oggi può sembrare la nostra sicura zone di conforto, domani non lo sarà più. Non c’è quindi motivo per non perseguire i nostri sogni. 

Sin da piccoli, ci hanno fatto una testa così con le regole da seguire, e il “chi lascia la strada vecchia per la nuova…”; ma oggi, nell’era della connection economy, si premia il coraggio e l’originalità, non la prudenza.

Seth Godin prende appunto spunto dal mito di Icaro, concentrandosi su una parte del racconto che non sempre viene citata. Dedalo infatti costruì le famose ali di cera per sfuggire dal labirinto del Minotauro; e, porgendole al figlio Icaro, gli disse:

Vola a mezza altezza,

mi raccomando, in modo che abbassandoti troppo l’umidità

non appesantisca le penne o troppo in alto non le bruci il sole.

(Ovidio, “Metamorfosi”)

Sappiamo tutti come andò a finire. Quello che non tutti sanno, però, è che Icaro sarebbe ugualmente precipitato anche volando basso… cioè rasente il mare, per colpa dell’umidità.

E’ una metafora della zona di conforto. “L0ntano dal sole” non significa necessariamente “al sicuro”.

Secondo Seth Godin, questi tempi sono proprio perfetti per l’arte… perché regnano incertezza e voglia di originalità. Certo, un futuro insicuro ci spaventa; ma forse fa meno paura se ci si rende conto che lo status quo non è poi quel paradiso che i nostri freni mentali vorrebbero farci credere.

“Quel pollo di Icaro” è insomma un testo molto interessante, che si divora in fretta, e che preferisco parli da sé attraverso queste citazioni che mi hanno colpito (e sono finite subito appese a post-it nella mia camera oscura!):

Lo scopo dei miti non è quello di farci sentire diversi dagli dèi, ma bensì di spronarci a superarli.

 L’arte non è un risultato, ma un viaggio.

L’arte non ha risposte giuste, ma risposte interessanti.

Le porte non fanno promesse: sono solo porte.

Non commettere errori va bene, ma essere interessanti è meglio.

(Questa mi piace particolarmente! Non possiamo essere perfetti, perché la perfezione non esiste; ma possiamo essere interessanti!)

Bisogna capire la paura, non evitarla.

Meglio essere sempre sicuri, che aver sempre ragione.

L’arte è una danza, non una corvée.

(Altra citazione che apprezzo molto! Nell’arte esprimiamo noi stessi, ciò che abbiamo dentro… non può e non deve diventare un peso, un obbligo, un lavoro a cottimo.)

Non si crea arte dopo esser diventati artisti. Si diventa artisti continuando a fare arte.

S’impara ad aver coraggio, avendo coraggio.

Potrebbe non funzionare? Ecco un buon motivo per farlo!

L’arte migliore è di quelli che non sanno come andrà a finire.

Preoccuparsi non è prepararsi!

Non è arte se non trasforma il mondo.

 

2 Responses to ““Quel pollo di Icaro” di Seth Godin”

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