Rollei 35 S

On 18/05/2012 by Nicola Focci

Non è una foto d’epoca, ma la mia vera Rollei 35 S!

La Rollei 35 S, dotata di obiettivo Carl Zeiss Sonnar 40 f/2.8, è un piccolo (è il caso di dirlo) gioiello della tecnologia teutonica, anche se “made in Singapore”.

un po’ di storia

La Rollei 35 fu presentata al pubblico 46 anni fa. Come recita il nome stesso, utilizza la comune pellicola da 35mm; e in quel momento era – ma lo è ancora! – la più piccola fotocamera meccanica ad usare questo formato: le sue dimensioni infatti sono 97 x 32 x 60 mm.

Il progettista, Heinz Waaske, raggiunse questo risultato grazie ad alcuni accorgimenti geniali, come un otturatore separato in due parti (una nel corpo macchina, e l’altra nell’obiettivo di tipo “collassabile”).

La produzione fu spostata intorno agli anni ’70 negli stabilimenti Rollei in Singapore, dove nacque anche il modello da me acquistato, la 35 S. “S” sta per “Sonnar”: infatti questo modello ricevette un più luminoso obiettivo 40mm Zeiss Sonnar f/2.8 al posto del precedente Tessar f/3.5. Da notare che gli stabilimenti di Singapore erano di proprietà Rollei, e non si trattava di un semplice sub-fornitore: la qualità veniva dunque garantita dalla casa madre.

diverso e’ bello

Questo apparecchio presenta una disposizione di comandi a dir poco curiosa, se confrontata con le compatte meccaniche dell’epoca e successive. A partire dal frontale, che – come si vede dalla foto – riporta due grossi dischi: i tempi di scatto si regolano col disco destro, i diaframmi (e la sensibilità della pellicola) col sinistro.

L’esposimetro, prodotto da Gossen e basato su una cellula al Solfuro di Cadmio (CdS), legge dal piccolo “oblò” tondo in alto a sinistra. Come funziona? In cima all’apparecchio v’è una finestra con ago galvanometrico: facendo collidere l’ago con un indicatore mosso dai due dischi, si ottiene la corretta esposizione. Naturalmente non è un sistema esposimetrico infallibile (altro che TTL…) ma è comunque sufficiente se si sa cosa ottenere.

Tutte le regolazioni della Rollei 35 S (inclusa la messa a fuoco che vedremo dopo) si eseguono al meglio tenendo l’apparecchio al livello del petto. Questa è sicuramente una caratteristica curiosa e tutt’altro che usuale!

A parte il pulsante di scatto e quello di sblocco dell’obiettivo (vedi dopo), il lato superiore della Rollei 35 S non presenta altri comandi. La leva di avanzamento, – in metallo e dalla corsa morbida – è collocata sul lato sinistro, anziché sul destro come solito.

L’obiettivo, come detto, è di tipo collassabile: a otturatore carico, lo si può far rientrare premendo il pulsante di sblocco (collocato sulla parte superiore dell’apparecchio, a fianco del pulsante di scatto), ruotandolo in senso antiorario, e facendolo rientrare nel corpo macchina. Ovviamente, si esegue l’operazione inversa per riportarlo in posizione di scatto.

Quel “coso” in gomma (onestamente orribile) intorno all’obiettivo, è il paraluce, che si estende leggermente e trovo un po’ scomodo da usare, sebbene offra protezione dalla luce e da eventuali traumi al prezioso obiettivo Sonnar.

A riprova del fatto che questa macchina ha tutti i comandi dove non si trovano di solito, ecco che il contapose e la slitta per il flash sono sul fondo dell’apparecchio, e non in cima!

Il caricamento della pellicola è molto semplice, dal momento che l’intero fondello posteriore viene rimosso. Qui è presente anche un piccolo pressapellicola, che pare sia particolarmente efficace e determinante ai fini della qualità delle immagini prodotte da questo apparecchio, mantenendo infatti la pellicola perfettamente piana. All’interno della fotocamera è anche l’alloggiamento per la batteria, che alimenta solo l’esposimetro, dal momento che l’otturatore è completamente meccanico.

A proposito della pila, va segnalata una dolente nota: la Rollei 35 S utilizza pile PX625 da 1.35 volt, di tipo non più prodotto. Ne parlo in questo articolo, dove spiego anche la soluzione che ho adottato.

Bologna, 2011 – Rollei 35 S, Kodak 400TX

gioie e dolori dell’iperfocale

Sì, ma… la messa a fuoco? Come si fa?

Il mirino, di tipo galileiano, è poco utile a tale scopo: riporta solo la cornice che delimita il campo inquadrato e la correzione della parallasse.

La macchina non è dotata di telemetro, che del resto sarebbe stato difficile a inserirsi in un corpo macchina così microscopico.

Insomma, manca qualunque tipo di ausilio!

La messa a fuoco va quindi stimata ad occhio, aiutandosi con le indicazioni sul barilotto dell’obiettivo. Sembra una cosa allucinante (in questa era di messa a fuoco automatica con ennemila punti visibili nel mirino!), ma in realtà è più difficile a spiegarsi che ad utilizzarsi nella pratica. Lo si vede dalla foto:

Si fa collimare il simbolo dell’infinito con la tacca destra del diaframma scelto nell’anello posteriore. A quel punto, ogni oggetto compreso tra la distanza corrispondente alla tacca sinistra del medesimo diaframma e infinito, sarà a fuoco. Nell’esempio, a f/22 (la tacca dopo 16), ogni oggetto compreso tra circa 1,5 metri e infinito sarà a fuoco (in questo caso è corretto dire che la distanza iperfocale è di 3 metri, il valore in corrispondenza del triangolino).

Mosca, Monastero di San Sergio, 2011 – Rollei 35 S, Kodak TMax 400

sul campo

La Rollei 35 S è una fotocamera particolarmente adatta alla street photography. Infatti è in questo ambito che emerge la sua genialità: impostando i parametri della fotocamera tenendola bassa, non si da’ troppo nell’occhio. Si punta la macchina verso la zona di scatto, si fa una rapida stima della messa a fuoco con l’iperfocale (vedi sopra), si imposta il diaframma scelto, e poi si usa l’ago esposimetrico (posto in cima) per settare il tempo di scatto. Tempo totale: una decina di secondi, anche meno con la pratica. A quel punto, si è pronti: il colpo è in canna! Se l’illuminazione è uniforme (cioè ad es. non passo da esterni a interni), l’esposizione sarà sempre uguale. E si apprezzeranno da subito i vantaggi di questa piccola macchinetta:

  1. E’ davvero piccola. Si tiene facilmente con una mano sola.
  2. Scattare è veloce e immediato. Con la reflex (fermo restando che i vari parametri siano già settati…) bisogna almeno focheggiare.
  3. Il mirino è molto luminoso e non da’ eccessivi problemi anche a chi (come me) porta gli occhiali. Poi c’è il discorso della profondità di campo: la visione è quella del proprio occhio, e non ciò che vede l’obiettivo al diaframma massimo come nelle SLR (oggetti vicini sfocati se focheggio lontano, e viceversa).
  4. Il rumore di scatto è davvero discreto, appena un “click” leggermente accennato (merito dell’otturatore centrale). Quasi sempre, se non ti sta guardando direttamente, la persona fotografata manco s’accorge che hai scattato.
  5. La macchina da’ sicuramente molto meno nell’occhio di una reflex, magari tenendola lungo il corpo per non farla notare troppo. Potendo assumere una posizione seduta, è anche possibile “mimetizzarla” ad esempio tenendola verticale e stringendola tra le ginocchia, accovacciandosi leggermente.

Bisogna solo stare attenti all’errore di parallasse, se si è molto vicini al soggetto.

Trovo che, per quanto detto sopra, la Rollei 35 S sia idonea anche alle foto di paesaggio e di soggetti statici in generale, grazie alle qualità ottiche del piccolo gioiello Sonnar, dalla nitidezza superlativa, e una resistenza al flare notevolmente migliore rispetto al precedente Tessar per via del più evoluto trattamento antiriflessi.

Una macchina perfetta? No, anche la Rollei 35 ha i suoi difetti.

  1. Non è adatta alle foto di azione, laddove il soggetto si sposti e sia necessario focheggiare con precisione.
  2.  Risulta scomoda quando la luminosità è molto bassa, perché a quel punto bisogna aprire il diaframma, la profondità di campo si riduce drasticamente, e la messa a fuoco a stima è meno agevole.
  3. L’estrazione dell’obiettivo dalla posizione di riposo è agevole, ma non rapidissima, e si rischia di modificare involontariamente sulla messa a fuoco pre-impostata.
  4. La macchina è pesantuccia: 300 grammi non sono pochi, considerando le dimensioni minuscole.
Come sempre, il rapporto tra fatica e gusto dipende molto dalle proprie esigenze. 

17 Responses to “Rollei 35 S”

  • Grazie per le info, appena presa una sulla baia…

    • …prego! 😉
      E… Non ti deluderà, vedrai!

      • la mia ha ormai molti anni, e purtroppo da molto è inutilizzata a causa delle digitali e della ormai difficile reperibilità di stampatori e rullini. Ma oggi voglio provare a riutilizzarla. E per l’esposimetro, che ormai è senza pila, … con un po’ di occhio si rimedia! Rimane sempre la mia macchina preferita, insieme alla pentacon six che ho fatto il tragico errore di vendere!

  • Ne ho una , presa da poco, mi consiglieresti che pellicola utilizzare, sia b\n che colore? Ho visto prezzi inaccessibili in rete ( 40 Euro ?) . Grazie per la risposta e complimenti per il blog, credo che ti disturberò spesso 😛

  • Quanto può valere usata? Ne vorrei acquistare una.

    • la spesa minima per una 35s o 35se è di circa 100euro, se trovi qualcosa a meno potrebbe avere dei problemi. Io l’ho presa su ebay dalla Germania e ho risparmiato qualcosina.
      Ho una 35s pagata circa 120 euro 1 anno fa

  • Io vorrei acquistarne una ma online trovo solo prezzi che superanoi 200 euro! Qualcuno può aiutarmi ?

  • la macchina più versatile e bella che ho avuto, faceva delle foto stupende, peccato me l’abbiano rubata negli anni 80. Quasi quasi me la ricompro.

    • E sei ancora qui? Cosa aspetti?? 😀
      Scherzi a parte, sul mercato dell’usato se ne trovano tranquillamente. Magari sono un po’ ammaccate, ma funzionano ancora alla grande!

  • Ciao, utilissimo pezzo, complimenti. Ne ho presa una a 50 euro e funziona benissimo. Purtroppo non ho il set dei filtri, potresti consigliarmi dove cercarli? Su ebay italia il costo è proibitivo.

    • Onestamente anche io cercherei su Ebay… Oppure qualche negozio “analogico” ben fornito (qui a Bologna, ad esempio, Foto Prisma)

  • Ciao, un bell’articolo, ci sono arrivato perché ero proprio in cerca di informazioni per l’acquisto di una rollei 35 s che ho visto sul banco di un venditore di oggetti fotogratici (in un mercato non negozio), a prima vista in ottime condizioni. Pensavo di tornarci e fare una prova, cosa potrei provare per essere certo funzioni senza sorprese? Certamente non avrei garanzie, il prezzo è sui 100 euro, forse trattabili. Pensavo certamente l’otturatore, le ghiere dei tempi/diaframmi, il caricamento pellicola. Poi ho letto del problema della batteria al mercurio non più in commercio, quindi dubito potrei provarne l’esposimetro a meno di non portare io una delle batterie menzionate nell’articolo, cosa altro, per avere una minima confidenza di non aver buttato soldi? Grazie

    • Ciao! Direi che gli aspetti più critici li hai già elencati tu.
      Ovviamente controlla che l’obiettivo rientri perfettamente e non ci siano “giochi” sospetti!
      Non preoccuparti invece se trovi delle “intaccature” nel corpo: quasi tutte le 35 ne sono affette… ed è un difetto puramente estetico che non inficia nulla.

  • salve, io ho trovato ad un mercatino per 100 euri, una rolley 35se, non s, ma se, non riesco a capire come funziona l’esposimetro, perchè al posto della finestrella con l’ago del galvanometro, c’è solo l’alloggiamento della batteria, non riesco a capire dove si leggono i valori

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