Sviluppo negativi for Dummies – parte 5

On 29/06/2012 by Nicola Focci

Nei precedenti articoli (parte prima, parte seconda, parte terza, parte quarta) abbiamo passato in rassegna quasi tutte le fasi dello sviluppo. Siamo alle procedure conclusive: ormai è fatta!

fase 7: asciugatura

E’ il momento di mettere a stendere la nostra pellicola. Sì esatto!, come se fosse una camicia o una maglietta.

A tale scopo si fissa un’estremità della pellicola (ancora nella spirale) su una molletta, che a sua volta si appende; e poi si svolge il film, aiutando l’operazione con la rotazione della spirale, e fissando infine nella coda un’ulteriore molletta per tenerla tesa.

Tenete conto che una pellicola da 36 pose è lunga circa 150cm, quindi la prima molletta va fissata ad una certa altezza. Dubito che lo stendino della biancheria abbia un’altezza sufficiente: sapevatelo! 😉

La fase richiede molta attenzione. La pellicola bagnata, infatti, presenta due letali caratteristiche: è molto delicata (evitare assolutamente di toccarla se non ai bordi!), e tende ad attaccarsi come una ventosa a qualunque superficie (quindi appendetela lontano da muri, finestre, specchi, eccetera). Occhio alla penna!

Una volta appesa, chiudete la porta della stanza, e… levatevi dai piedi. State via un paio di ore, senza più entrare lì. Sì, lo so, la curiosità di vedere cosa succede è tanta, specie le prime volte… ma  è un consiglio sensato: se operate in quell’ambiente, rischiate di alzare della polvere, che, attaccandosi alla superficie bagnata, verrebbe inglobata per sempre nel nostro film. Disastro totale.

Per lo stesso motivo, è bene evitare di accellerare il processo con un asciugacapelli: rischiereste di alzare il predetto polverone.

Se accade il disastro (a me è successo che la molletta superiore cedesse, e bum!, pellicola in terra…) non resta che ripetere la procedura di lavaggio (si veda la parte quarta).

fase 8: conservazione

Passate le fatidiche due ore (in inverno è meglio se sono abbondanti), il negativo sarà completamente asciutto, ed è il momento di archiviarlo.

Per la manipolazione del negativo asciutto, è altamente consigliabile (per non dire obbligatorio) l’uso di guanti in cotone. No, non quelli in latex che usa la donna delle pulizie: proprio quelli in cotone, venduti nei negozi specializzati.

Se è rimasta qualche macchia nonostante l’uso dell’imbibente (vedi articolo precedente), di solito viene via sfregando delicatamente il negativo con il cotone del guanto. Bisogna farlo subito: se resta lì, non si riuscirà più a rimuovere se non ripetendo il lavaggio.

Potete tagliare il negativo in opportuni spezzoni, per esempio da 6, e riporli. Dove? Io uso dei fogli di pergamino appositi – formati da sette tasche delle dimensioni di una striscia da 6 fotogrammi – che trovo in un negozio specializzato.

A questo punto, il vostro negativo è sviluppato, e siete liberi di farne quello che volete. Tipicamente, o si procede con uno scanner, o con la stampa su carta chimica.

Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta.

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