Dietro le quinte: ‘Dalì atomicus’ (Philippe Halsman)

On 11/10/2012 by Nicola Focci

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Gatti che volano, secchiate d’acqua, oggetti sospesi con cavi di acciaio, un celeberrimo pittore che salta al comando del fotografo… oggi giorno sarebbe impensabile: infondo c’è fotosciòp!

Ma è proprio questa, invece, la storia dietro a questo bizzarro scatto, “Dalì Atomicus” (1948).

L’idea non poteva che nascere da due personaggi da romanzo: Salvador Dalì, e il fotografo Philippe Halsman.

L’eccentricità di Dalì è nota (facile immaginare che un personaggio del genere non sia da meno anche quando si fa fotografare!), ma pure Halsman non scherzava. Nato a Riga nel 1906 e morto a New York nel 1979, a ventidue anni fu accusato di aver ucciso il padre durante una gita in montagna, e condannato a 4 anni di reclusione. In seguito si trasferì dapprima in Francia e poi negli USA, dove divenne un famoso fotografo di divi e celebrità, tanto che nel 1958 fu dichiarato uno <<uno dei dieci migliori fotografi del mondo>> dalla rivista Popular Photography.

La preparazione di “Dalì Atomicus” (nello studio newyorchese di Halsman) fu a dir poco articolata.

Il quadro che si vede a destra (“Leda atomica” dello stesso Dalì) e il cavalletto dietro al pittore, furono sospesi con corde da pianoforte. Esse – insieme al supporto dello sgabello che si vede sulla destra – furono ritoccate nella foto finale, ma sono visibili nello scatto orginale:

Notare che il telaio sul cavalletto è vuoto! E si vedono le mani di Yvonne (la moglie del fotografo) che reggono la sedia, il che spiega come mai nell’originale manchi una gamba della sedia stessa.

A completamento della scena, gli assistenti lanciavano i gatti (da destra) e secchiate d’acqua (da sinistra)… il tutto al “Uno, due, tre!” del fotografo.

Halsman usò un apparecchio a lastre 4×5″, e dopo ogni scatto si ritirava in camera oscura per sviluppare da sé le lastre e verificare il risultato. (La tecnologia digitale gli avrebbe fatto comodo!).

Furono necessarie sei ore e 28 tentativi (!) prima di ottenere un risultato che soddisfacesse il fotografo.

Lo scatto subito meritò, come è giusto, una pagina doppia di LIFE.

Halsman precisò che non fu arrecato alcun danno ai gatti!

 

Fonte: http://behindthephoto.org/dali-atomicus-photo-by-philippe-halsman

http://en.wikipedia.org/wiki/Philippe_Halsman

 

2 Responses to “Dietro le quinte: ‘Dalì atomicus’ (Philippe Halsman)”

  • Gli articoli come questo sono molto precisi e interessanti, io sono un profano di fotografia e mi interessano i risvolti culturali di questa arte. Mi piacerebbe citarti in un articolo su arte foto e moda che sto scrivendo per un blog che curo per la mia Associazione di studenti ed ex studenti di un liceo toscano, se lo consenti. Grazie

    • Certamente sì, con vero piacere!
      Citami pure come se non ci fosse un domani! 😉

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