Come posso sapere se ho un ‘mio’ stile?

On 26/10/2015 by Nicola Focci

 

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Come ben sanno i miei quattro lettori, sono particolarmente affezionato all’idea di fotografo come artista.

Con questo non intendo calarmi di nuovo nella annosa diatriba tra arte e fotografia, ma solo ribadire che il bravo fotografo, per me, deve necessariamente possedere una personalità artistica. Certo: le idee sono necessarie, così come sapere come manifestarle visivamente; ma trovo imprescindibile la presenza uno stile personale riconoscibile.

La domanda sorge spontanea: ma come faccio a sapere se ce l’ho?

E’ una domanda che tutti ci facciamo, prima o poi. E non è banale, perché da soli non possiamo rispondere. L’autocertificazione, in questi ambiti, espone al grosso rischio di prendere lucciole per lanterne.

Nel mio piccolo, provo a dare qualche spunto, a partire da affermazioni più o meno consolidate.

Ho un mio stile perché…

…le mie foto sui social hanno tanti ‘like’

Acqua, decisamente acqua.

Magari hai un occhio in grado di solleticare il gusto della massa; ma basta aprire un qualunque social network per vedere quali immagini hanno più “Mi piace”, e farsi un’idea.

Per dire: sembra che la foto più gradita su Instagram del 2014, sia quella del matrimonio di Kim Kardashian. E… no: non mi pare che si possa definire un capolavoro di personalità artistica.

…mi dicono sempre: ‘ecco, queste sono le tue tipiche foto!’

Fuoco.

Possono anche non piacere; ma se le tue immagini sono immediatamente riconoscibili, significa che hanno la tua personalità, il tuo tocco.

Per me, quindi, questa osservazione suona più come complimento che come critica!

…ho vinto un concorso fotografico

Acqua.

Io ho sempre avuto un pessimo rapporto con i concorsi fotografici e non ne ho mai vinto uno, quindi sono la persona meno indicata per esprimere un giudizio; ma ho la netta impressione che per vincere un concorso bisogna conformarsi agli standard altrui, e non ai propri. Cioè quelli di coloro che sono chiamati a giudicare.

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…i miei clienti sono soddisfatti

Acqua.

Se fai fotografie per lavoro ed i tuoi clienti sono contenti, significa che sei riuscito a soddisfare i LORO requisiti, non i tuoi. (E chi la pensa diversamente, secondo me non rende un gran servizio alla professione – oltre ad alimentare inutili crociate.)

C’è di che gioirne, sia chiaro! Perché lo scopo della fotografia di mestiere è esattamente quello!, cioè soddisfare il cliente: quindi significa che sei un ottimo professionista.

Ma ciò non implica uno stile personale e riconoscibile… Che è un evidente plus (vedi “album di nozze che si somigliano tutti”!), sebbene non basti a fare il cliente contento.

Io, per esempio, so già che sarei un pessimo professionista della fotografia: quando mi capita di scattare a matrimoni o feste di parenti, vengo sempre ripreso perché “le tue foto sono troppo artistiche”!

…ho standardizzato i miei materiali/processi

Fuochino.

Nel senso che, per come la vedo io, una prassi standardizzata può aiutare parecchio, e non credo sia un caso che tutti i “grandi” fossero piuttosto abitudinari nelle loro scelte.

Ripeto: aiuta.

Non basta, ma aiuta.

…mi sono scelto un soggetto ben preciso

Acqua.

Ansel Adams ha ritratto lo Yosemite allo sfinimento, ma non è stato questo a farne un grande maestro dallo stile immediatamente riconoscibile.

Robert Mapplethorpe aveva una considerevole predilezione per i modelli di sesso maschile assai poco vestiti, ma, anche in questo caso, non era questo a farne un mago nell’uso della luce.

I soggetti di Minor White, spesso, manco si capiva cosa fossero.

E via dicendo. Insomma: c’è un’ovvia differenza tra il “cosa” e il “come”.

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…ho un’attrezzatura di prim’ordine

Oceano, oceano, oceano.

E non dico altro!

…me lo dice il mio mentore

Fuochino.

Se si tratta di un (bravo) docente ad un workshop di fotografia, probabilmente è proprio vero.

Altrimenti, dipende dal mentore. Che potrebbe essere spinto da motivazioni non molto chiare.

A quanto pare, è quello che succede quando mandi un manoscritto ad una casa editrice “a pagamento”: risponderanno che sei il modello Hemigway, ma a loro interessano solo i tuoi soldi e non il tuo stile.

…ho fatto una mostra

Acqua.

Una galleria d’arte ha, in definitiva, l’interesse a vendere, e quindi ad esibire opere che possono allinearsi al gusto della propria clientela. In parte, si rientra nel caso dei clienti soddisfatti.

Resto convinto che fare una mostra sia sicuramente un’esperienza importante e arricchente: insegna tante cose, ci si mette alla prova, ci si presenta con la propria faccia… il che è fondamentale, se si vuole crescere.

Ma di per sé non significa venire promossi ad una categoria artistica superiore!

Molto più interessante sarebbe sapere qual’è stato il feedback alla mostra. Nel mio caso, e dopo la mostra che ho fatto lo scorso anno, mi è stato detto che le mie immagini erano

senza tempo, eteree e in alcuni casi definite anche romantiche.

E’ una definizione che mi ha soddisfatto, e che penso possa contenere in sé il riconoscimento di un certo stile personale.

One Response to “Come posso sapere se ho un ‘mio’ stile?”

  • Trovare il proprio stile penso sia il risultato finale del cammino fotografico.

    Io lo sto ancora cercando e non saprei dire come riconoscerlo, ma penso che una volta trovata la strada giusta sarà facile iniziarlo a vedere, anche se sfuocato;-)

    Cercarlo penso sia un (lungo) percorso fatto di tentativi ed errori per trovare la direzione e poi di scrematura del superfluo fino ad arrivare a quel nocciolo essenziale, ben identificato e riconoscibile dagli altri.

    Penso che il tuo stile è qualcosa che già inizia a vedersi; è solo questione di raffinarlo per renderlo più esplicito. Se il buon giorno si vede dal mattino, penso che a quel punto le tue foto saranno delicatamente potenti 😉

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