Scoperte casuali di stile

On 27/04/2015 by Nicola Focci

A volte capita di imbattersi casualmente in fotografie che ci fanno sospirare di piacere (chiedo venia per l’immagine softcore) in modo del tutto inatteso. E capita che queste fotografie non provengano da autori universalmente conosciuti, o da costosi libri fotografici che appesantiscono gli scaffali delle librerie.

Nel mio caso si è trattato di un libro vinto ad una riffa parrocchiale (ebbene sì!, mai serendipità fu più maggiore di questa): “Chiesa di Riola”, ed. Grandi Lavori, 1978.

Copertina

Il libro racconta la storia dell’ultima opera (postuma) del grande architetto finlandese Alvar Aalto: la chiesa di Santa Maria Assunta a Riola di Vergato (BO), costruita tra il 1976 ed il 1980.

In realtà questo libro si lega fatalmente anche alla mia infanzia. perché le opere murarie della chiesa (prefabbricati in calcestruzzo armato) vennero prodotte da una grossa azienda che dominava in quegli anni il panorama del mio paese nativo: la Grandi Lavori.

Il cerchio verde indica casa mia!, allora ed oggi.

Lo stabilimento GL in una foto degli anni ’70. Il cerchio verde indica la mia abitazione!, allora ed oggi.

Conosco tante persone che hanno lavorato alla GL, e sicuramente anche ai manufatti per la chiesa di Aalto. Enormi strutture realizzate in cantiere a Pontecchio Marconi, e poi spostate via camion a circa 40 Km di distanza, dove venivano quindi assemblate a formare l’opera del maestro finlandese.

Esecuzione

Legami sentimentali a parte, sono le fotografie del libro – come scrivevo sopra – ad avermi colpito sin da subito.

E’ un stile asciutto, conciso, direi quasi Bauhaus. Potente, espressivo, intrigante.

La prima volta che le ho viste – senza nemmeno sapere di chi fossero, a mala pena conoscendo il soggetto ritratto, e semplicemente guardandole – ho pensato: ecco, vorrei davvero fare delle fotografie così!

Ovviamente, è soggettivo: a qualcuno potrebbero sembrare troppo scarne, troppo semplicistiche, delle semplici “immagini industriali”.

Cosa posso dirvi? Io le adoro! 😉

E sono grato a quella riffa parrocchiale, ed a questa scoperta casuale. Mi ha insegnato ad “asciugare” le mie composizioni, a ricordare a me stesso che il bianco e nero è sempre una questione di contrasti, a farmi rendere conto che il bello può anche nascere da soggetti insospettabili come un prefabbricato in calcestruzzo.

Riporto i credits delle immagini, così come sono riportate sul volume:

Credits

NB – La realizzazione della chiesa di Riola rappresenta un ottimo esempio di inventiva e operosità italiana. Infatti, Aalto aveva progettato la chiesa in legno; ma venne convinto all’uso dei prefabbricati dagli interlocutori nostrani, al punto che si mostro entusiasta all’idea (anche se poi morì prima che la chiesa venisse completata). Per chi volesse approfondirne la genesi e costruzione, questo video (in italiano) risulta essere molto interessante:

4 Responses to “Scoperte casuali di stile”

  • La penso come te, la realizzazione, le costruzioni e la tipicità dell’analogico le rendono molto affascinanti, non c’è che dire.

  • E si sono un bell’esempio di fotografia. Non nego che sono molto affascinanti. Evocano in me un senso di astrattismo che mi ha sempre incuriosito ma che raramente sono riuscito a creare, purtroppo mi rendo conto che non sempre riesco a staccarmi dal visibile. E quelle fotografie fatte di linee, contrasti e forme geometriche mi attraggono veramente molto.
    Ora aspetto però le tue foto a quella chiesa a 35 anni di distanza e rigorosamente in bn. 🙂

  • Leggo questo post e mi viene in mente una banalità! Vivo da quarant’anni a pochi passi dalla chiesa del Villaggio Ina (Borgo Panigale) e non ho mai provato a dedicargli qualche scatto. Eppure è affascinante e la sua architettura è molto originale 🙂

    Nel link qui sotto se ne vedono due foto piccoline:
    https://villaggiogiovane2010.wordpress.com/2011/12/04/borgo-panigalecter-di-giacomo-borghi-93/

    • Interessante, Glauco! Merita senz’altro una… Visitina fotografica! 😉

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