Polaroid Land Camera 104

On 19/07/2013 by Nicola Focci
Bologna, via Agucchi, Giugno 2013

Bologna, via Agucchi, Giugno 2013

 

Da un po’ accarezzavo l’idea di buttarmi nella fotografia istantanea. O meglio “ri-buttarmi” perché la mia generazione ha fatto largo uso di queste macchine che tipicamente venivano regalate alle feste o ai sacramenti. Io ne ho possedute almeno due o tre, tutte disperse… e per questo ho acquistato una Polaroid Land 104 in un negozio specializzato.

Polaroid Land 104 (da http://polaroids.theskeltons.org/)

Storia (poca) e tipologie (molte)

Non mi dilungherò eccessivamente sulla storia della gloriosa azienda americana Polaroid: la relativa pagina di Wikipedia in inglese contiene tutte le informazioni necessarie. Basti sapere che nel 2008, a fronte di un crollo nelle vendite del 25% in pochi anni, Polaroid dismise l’intera produzione di pellicole istantanee. Fortunatamente qualcun altro se ne è fatto carico, come vedremo.

Le fotocamere instantanee prodotte nell’arco di sessant’anni da Polaroid sono davvero tante, e di tanti tipi. Si possono genericamente raggruppare in due famiglie:

  • Modelli che utilizzano la pellicola integrale. E’ la tipologia più conosciuta: la fotografia viene espulsa dall’apparecchio col classico rumore, e presenta il bordo bianco inferiore più ampio. Le cartucce includono anche la batteria per alimentare i circuiti della fotocamera. Queste pellicole sono ancora prodotte da The Impossibile Project (un consorzio di dipendenti Polaroid che acquistò nel 2008 una fabbrica olandese prima che venisse dismessa).
  • Modelli che utilizzano la pellicola “a distacco”. Brutto termine, ma rende l’idea: la fotografia – composta da un “sandwich” negativo/positivo – viene estratta manualmente dall’apparecchio; si attende il tempo necessario; e infine si rimuove e si getta il negativo. Queste pellicole vengono ancora prodotte dalla giapponese Fujifilm.

La Polaroid Land 104 che ho preso io ricade in quest’ultimo gruppo, ed appartiene ad una nutrita serie di apparecchi che prende il nome dal fondatore della casa americana: Edwin Land. Il modello 104 fu prodotto nel biennio 1965-1967 in oltre un milione di esemplari: è quindi facilmente reperibile sul mercato dell’usato.

Bologna, via Agucchi, Giugno 2013

Bologna, via Agucchi, Giugno 2013

Caratteristiche tecniche

  • Obiettivo: 114mm f/8.8 in plastica a due elementi (corrispondente circa al 40mm nel formato 35mm).
  • Corpo: anch’esso in materiale plastico, con meccanismo di chiusura a soffietto.
  • Otturatore: centrale, armato meccanicamente ma controllato elettronicamente (tempi di posa da 10 secondi a 1/1200s),
  • Mirino: galileiano con indicazione della distanza (vedi dopo).
  • Messa a fuoco: a stima (vedi dopo).
  • Controlli: compensazione dell’esposizione (-1/+2 stop), diaframma ovvero tipo di pellicola (vedi dopo).
  • Esposimetro: con cellula CdS. La luce viene misurata da una finestrella a fianco dell’obiettivo (visibile nella foto di inizio articolo).
  • Dimensione della foto: 73 x 95mm (con pellicole Fujifilm).
  • Capacità del “film pack” (rullino): 10 scatti.

Caratteristiche operative

NB – Le illustrazioni che seguono sono tratte dal manuale originale (link a fine articolo).

Sensibilità, diaframmi, tempi

  • La sensibilità è ovviamente data dalla pellicola. Polaroid forniva solo due scelte: media per la pellicola a colori, elevata per quella in bianco e nero. Oggi Fujifilm fa lo stesso: la pellicola a colori FP-100C è 100 ISO, la pellicola in bianco e nero FP-3000B è 3000 ISO.
  • Il diaframma è selezionabile solo tra due posizioni, che potremmo definire “buia” e “mortalmente buia” :-P. A tal fine si utilizza l’interruttore “Color”/”B&W” posto sopra all’obiettivo, col chiaro riferimento al discorso di cui sopra.
  • Il tempo di posa viene determinato automaticamente dalla fotocamera, che quindi espone a priorità di diaframma.
  • E’ possibile compensare l’esposizione ruotando l’obiettivo (la messa a fuoco è altrove, vedi più sotto!) da -1 a +2 stop con incrementi di 0.5:

ExpComPola104

Messa a fuoco

Si effettua muovendo due fermi ai lati del soffietto:

Pola_messafuoco

La messa a fuoco va fatta a stima perché non è presente alcun tipo di ausilio o riferimento, se non quelli riportati nel:

Mirino

… che è sicuramente di tipo un po’ bizzarro:

MirinoPola104

  • Una cornice di “losanghe” delimita il campo inquadrato. Si muove focheggiando, ed è quindi corretta per la parallasse.
  • Una scala di distanze sulla sinistra mostra quella ottenuta muovendo il soffietto, grazie ad una freccia che pure si muove focheggiando. Credo sia l’unico caso che conosco di mirino che mostra la distanza! (L’illustrazione è “americana” e la scala è in piedi, mentre il mio modello è europeo ed ha la scala in metri).
  • Le due linee orizzontali fungono da ausilio per focheggiare nei ritratti. Quella inferiore (che presenta la predetta freccia per la distanza) si sposta variando la messa a fuoco; e il concetto è quello di includere la testa del soggetto tra le due linee per averlo a fuoco. Approssimativo, ma efficace!

Batteria

La macchina necessita di batteria da 3 volt per alimentare il circuito esposimetrico e gestire l’otturatore (che viene azionato meccanicamente, ma controllato elettronicamente).

Il tipo impiegato illo tempore, denominato “532”, è costoso e difficile a reperirsi. Di norma si effettua una modifica per usare due classiche pile stilo AAA da 1.5V, oppure una al Litio da 3v. Vi sono molti siti (come questo in inglese) che spiegano come fare.

L’apparecchio che ho acquistato disponeva già di modifica per pila al Litio, realizzata in modo rozzo ma efficace! Ecco come si presenta:

PilaPolaroid

Finiture, estetica ed ergonomia

Il modello 104 rappresenta una variante economica nella sterminata serie Land, che comprende anche apparecchi più raffinati (corpo in metallo, ottica in vetro, telemetro Zeiss Ikon…). E’ fatta comunque piuttosto bene, essendo figlia di un’epoca in cui il livello qualitativo del modelli economici non è certo quello di oggi. Per fare un esempio, siamo ad anni luce da una Holga cinese.

Con quel bel soffietto e quella banda frontale rossa “Fiesta Red” che fa molto anni ’60, la Land 104 non lascia certo indifferenti. A me questa macchina piace assai! Io l’ho acquistata insieme alla sua valigetta di cuoio, molto elegante.

Una volta chiusa, la Land 104 è molto compatta. Quando aperta, invece, è piuttosto imponente: sembra quasi d’essere Weegee con la sua Speed Graphic! Non si passa inosservati… e si impugna molto bene e saldamente. E’ inoltre leggera: vantaggio della costruzione in plastica!

I comandi della Land 104 sono persino numerati (!) quindi è impossibile sbagliarsi. Occorre solo ricordarsi di armare l’otturatore dopo aver scattato, abbassando la piccola leva che si vede in figura di inizio pagina (contrassegnata dal numero “3”).

Bologna, via Agucchi, Giugno 2013

Bologna, via Agucchi, Giugno 2013

Nell’uso

Premettendo che provato la macchina solamente con la pellicola a colori Fujifilm da 100 ISO, ecco le mie impressioni:

  • Bisogna tener conto della scarsa luminosità dell’ottica: attenzione al mosso se non si è in piena luce!
  • Bisogna tener conto della scarsa latitudine di posa della pellicola colori: può capitare di dover compensare l’esposizione e ripetere lo scatto.
  • La lente in plastica offre una resa piuttosto lo-fi, in particolare ai bordi (vignettature e/o caduta di definizione). Ma pure al centro non è certo Zeiss. E’ parte del fascino di questa macchina… (e devo dire che le scansioni digitali, presenti in questo articolo, non rendono molta giustizia agli originali).
  • La messa a fuoco a stima è abbastanza critica, come si potrà intuire. Soggetti molto lontani non danno troppi problemi; ma quelli vicini…
  • Per i motivi suesposti, i soggetti che funzionano meglio sono quelli semplici, grandi, colorati, che non richiedono un dettaglio eccessivo. Peraltro la resa della pellicola Fujifilm è molto accattivante: un colore leggermente desaturato “alla Ghirri”.
  • La cartuccia Fujifilm ha linguette piuttosto dure da estrarre, specie le prime. Occorre fare attenzione e tirare fermamente ma evitando di strapparle.
  • La “logistica” dello sviluppo è un po’ complicata dai rifiuti: il negativo, e il supporto al positivo che peraltro è molto bagnato. Non si possono certo gettare per strada, e non è detto che un cestino sia sempre a disposizione. Conviene dotarsi di una sportina a mo’ di contenitore rifiuti portatile, e… fare attenzione al vento!

Nel complesso, usare la Polaroid Land 104 è un’esperienza piacevole, e non si può negare. Non dimentichiamo che, per noi fotoamatori, la fotografia deve essere una passione divertente!

Con questa macchina ci si tuffa nel passato… ed è veramente unica quella sensazione di aprire il negativo per vedere “cosa è venuto fuori”.

Inoltre le pellicole Fujifilm mi hanno favorevolmente impressionato: rispondono bene, hanno colori gradevoli, e tutto sommato non costano neanche esageratamente (se paragonate a quelle Impossible).

Bisogna solamente conoscere bene le caratteristiche dell’apparecchio, per non cadere nelle sue trappole. Questa non è, ad esempio, la fotocamera per chi predilige le composizioni precise e formalmente robuste, la nitidezza, la resa dei particolari… come me del resto!, quindi credo che ne farò un uso ad hoc e non eccessivamente continuativo.


Link al manuale d’uso (in inglese):

http://www.butkus.org/chinon/polaroid_cameras/polaroid_cameras.htm

Informazioni utili:

“The Land List” – http://www.rwhirled.com/landlist/landhome.htm

Jim’s Polaroid Camera Collection – http://polaroids.theskeltons.org/intro.htm

 

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