Ghirri incontra Morandi (e i miei preconcetti)

On 21/09/2016 by Nicola Focci

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“Ma… non eri quello a cui non piaceva Ghirri?”, mi fa un amico, quando gli ho detto che sarei andato alla mostra “Ghirri incontra Morandi” a Grizzana.

Ed in effetti è vero: non sono propriamente un amante di Ghirri. Un po’ perché non ho un grande feeling con il colore, e un po’ perché le sue atmosfere mi affascinano ma non mi acchiappano. Eppoi mi da’ fastidio questo suo essere molto di moda (ovviamente non per colpa sua).

Comunque sia, si tratta di un grande maestro; e i grandi maestri sono sempre in grado di insegnare qualcosa. Ergo, non potevo mancare… anche perché Ghirri “dal vivo” non lo avevo mai visto.

Le foto, poco più di una trentina, rappresentano il lavoro più importante realizzato dal fotografo di Scandiano prima della morte, avvenuta appena un anno dopo aver completato il progetto. Furono realizzate nei due studi di Morandi: in via Fondazza a Bologna, ed a Grizzana in provincia.

La selezione in mostra (purtroppo solo sino a fine mese) comprende sia gli scatti scelti da Ghirri a suo tempo, sia immagini inedite proposte dagli eredi, tra le quali anche un autoritratto del fotografo nella camera di Morandi.

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Inutile dire che la mostra merita davvero.

“Che bravo questo fotografo!, non l’avevo mai sentito nominare, ma è proprio bravo!” diceva un tizio mentre guardava le foto insieme a me. Credo sia (anche) questa la grandezza dei maestri: affascinare tutti, anche chi non è “addetto ai lavori”,.

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In effetti, le fotografie sono proprio “alla Ghirri”: elegantissime, pure, romantiche, sognanti, di quelle che restano anche se non soprattutto quando esci dalla porta.

Personalmente, peraltro, è proprio questo il primo segno che una mostra mi è davvero piaciuta: quando le fotografie escono insieme a me, mi “tormentano” anche dopo. E magari mi spingono a scriverci sopra un post.

La mia preferita è questa, che ho “rubato” con una specie di orrido mezzo-selfie:

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Sono rimasto a contemplarla a lungo. Anche se non amo Ghirri, l’avrei staccata e portata via con me! Preso dal rosicamento per quest’inattesa messa in crisi dei miei preconcetti, ho provato a mettermi il cappellino del fotografo criticone da forum; ma non c’è verso, la foto resta perfetta. Che composizione assurda, col soggetto decentrato! Ma è meravigliosa proprio per quello. E se la guardi da vicino, vedi bene come il bordo del tavolo e persino un paio di recipienti siano leggermente sfuocati! E chi se ne frega!, me ne sono accorto solo perché ho voluto accorgermene.

Nel complesso, comunque, le foto sono tutte estremamente gradevoli, inserite in un contesto luminoso e pressoché perfetto. Non manca anche la citazione-gigantografia all’ingresso, tutta da leggere e rileggere:

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Insomma, sono stato contento di essere andato a vedere questa mostra. Così come resto convinto che sia giusto ed opportuno andare a vedere anche le fotografie dei “grandi” che non sono del tutto in sintonia con le nostre preferenze.

E forse la mia foto preferita è meno “Ghirriana” del solito, ma più vicina a quello che mi piace fotografare. Un punto di incontro, credo, si riesce ad identificare quasi sempre.

Avrei voluto portare a casa anche il catalogo, ma non c’era. L’addetta all’ingresso mi ha spiegato che “gli eredi di Ghirri non hanno ritenuto opportuno realizzarne uno”. Peccato.

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