Questione di tempo

On 31/01/2014 by Nicola Focci

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Qualche tempo fa sono andato a visitare le splendide Grotte di Postumia. La mia amica Gea ha commentato:

Guarda qui, che robe è in grado di fare la natura. Altro che l’uomo!

Un commento ineccepibile… così come lo è questa citazione, presa dal sito internet ufficiale:

Tutto è creato come con le mani dell’artista più sensibile, più istruito; ma questo miracolo è stato creato, in queste tenebre, dalla natura senza occhi. (Dr. E. H. Costa)

Si è quindi scatenata in me una riflessione.

Cosa ha permesso alle Grotte di Posumia di essere un luogo così splendido?

Risposta: il tempo. La formazione di una stalattite ne richiede moltissimo, anche migliaia di anni!

La creazione di opere d’arte richiede tempo: è un processo che non si può affrettare, ma deve essere lungo “quanto basta”.

Facciamo un altro esempio: Jackson Pollock.

Guardate questo video:

La tecnica del drip painting sembrerebbe di rapida realizzazione; eppure guardate come lui analizza bene la tela prima di cominciare… come mescola accuratamente i colori… come si muove con grazia, a mo’ di ballerino, mentre fa sgocciolare la vernice senza fretta. E’ affascinante!

In questo video c’è una tale grazia e un tale “prendersi quanto necessario”, da far riflettere davvero molto.

La creatività richiede tempo.

Lo stesso deve valere anche per le nostre fotografie:

Deve esserci molto di più, prima e dopo quel 1/125 di secondo.

Tanto per citare un aspetto importante:

In fotografia, il tempo serve anche per separarsi dal momento dello scatto e valutare il risultato “a freddo”.

È importante, perché subito (ma ancora per un po’) siamo colpiti da sensazioni extra fotografiche legate al luogo, che sarebbe impossibile trasferire sul supporto bidimensionale di una fotografia.

Sensazioni che possono ingannare la nostra capacità di giudizio.

Del resto, ed è logico, chi guarda la nostra fotografia non le avrà provate; e noi dobbiamo metterci nelle sue scarpe.

Il tempo permette quindi al fotografo di distaccarsi da “quella” realtà specifica, per creare la “propria” realtà… Ovvero un’immagine creativa, artistica.

 

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