Pellicola e aeroporti: richiedere controlli manuali

On 06/09/2013 by Nicola Focci

Torno su questo argomento dopo averne già parlato poco tempo fa.

Avevamo visto che, almeno secondo Kodak, gli scanner utilizzati per il bagaglio a mano non erano particolarmente pericolosi per le pellicole. Almeno sino a 400 ISO.

In occasione del volo di andata per il mio viaggio negli West USA, non mi sono quindi eccessivamente preoccupato… tranne quando ho verificato che i controlli venivano effettuati anche negli scali intermedi e non solo al primo aeroporto di partenza. Sono rimasto perplesso: facendo scalo per voli in Europa (come Berlino via Francoforte ad Aprile) questo non si era verificato, cioè avevano controllato solo all’imbarco di partenza.

Siccome il volo di ritorno prevedeva due scali intermedi, a Chicago e a Londra, ho cominciato a temere le conseguenze di un danno cumulativo sulle mie pellicole: 2 controlli all’andata + 3 al ritorno = 5 passaggi raggi-X totali!

Magari non succedeva nulla. Ma come diceva Totò,

E’ la somma che fa il totale!

O meglio ancora:

Prudenzia non è mai troppo!

Meglio quindi pensare a qualcosa.

La strategia

Un’idea m’è balzata in mente quando, all’aeroporto di Las Vegas, ho letto un cartello che diceva grossomodo: <<Siamo amichevoli verso i fotografi che usano la pellicola, e potete richiedere un controllo manuale (fuori raggi-X) delle vostre pellicole se superano gli 800 ISO di sensibilità>>.

Allora ho subito messo tutti i miei rullini in una busta trasparente, nella quale ho inserito questo cartello:

foto
Poi, una volta giunto il mio turno nella fila dei controlli, ho mostrato il “pacchetto” all’addetto, spiegandogli che le pellicole erano state tirate a 1600 ISO (bugia funzionale!), e chiedendo un’ispezione manuale al di fuori dello scanner raggi-X.

In sostanza: le aprite, le guardate, le palpeggiate, ma non le infilate nell’infernale macchinario.

Vediamo come hanno reagito.

Las Vegas, aeroporto McCarran

Non solo la mia richiesta è stata accolta senza battere ciglio, ma l’addetto era addirittura un appassionato fotografo (!), quindi ci siamo messi brevemente a chiacchierare di pellicola medio formato e apparecchi 6×6.

Promossi a pieni voti.

Chicago, aeroporto O’Hare

La mia richiesta è stata accolta con un leggero e maggiore scetticismo, nonché una certa ironia (<<Ci capita molto di rado, eh!>>), ma alla fine tutto OK: le pellicole sono state controllate fuori scanner.

Promossi con la sufficienza piena.

Londra, aeroporto Heathrow (LHR)

Qui sono arrivate le dolenti note.

Ho spiegato la solita tiritera all’addetto, passandogli la busta. Questi mi ha fissato come fossi un alieno teletrasportato da Alpha Centauri, ed ha chiamato un “supervisore”.

Il “supervisore” ha aperto la busta (malamente, tanto che un paio di rullini sono caduti in terra, mettendo a dura prova la mia pazienza) facendomi notare la scritta 400 ISO sull’etichetta delle HP5:

Ma è 400!, e 400 va bene.

Gli ho spiegato che sì, la sensibilità nominale è 400, ma le pellicole erano state tirate a 1600. Come del resto avevo scritto sul cartello.

Proceda col resto del suo bagaglio, e poi vediamo.

Mentre io e mia moglie passavamo per i controlli, vedevo il “supervisore” parlare fitto fitto coi suoi colleghi… e poi ci ha messo quasi 10′ a deliberare, venendo infine da me per dirmi:

La macchina raggi-X è garantita per sensibilità sino a 3200 ISO (!), quindi la busta può passare, e dobbiamo inserirla nell’apparecchio.

Mi fissava come a dire: questa è la mia ultima parola.

Ho cercato di insistere, ma invano. La mia busta è finita in un vassoio, e di lì nello scanner raggi-X.

Pazienza, direte voi: su tre controlli, quantomeno ne hai evitati due! Ma io posseggo la testardaggine tipica dei torelli zodiacali, e non finiva certo qui.

Il consumatore indignato (io)

Sul momento infatti ho evitato di polemizzare: sarebbe stato poco utile per non dire dannoso.

Ma non appena ho raggiunto la sala d’aspetto del gate ho scritto un tweet a LHR, domandando il perché di un tale comportamento.

Risposta:

Schermata 2013-08-29 a 10.11.01    29-ago-13

In sostanza fa riferimento ad una soglia di 800 ISO (quindi quella dei 3200 citata dal “supervisore” è una frottola) sopra la quale si può chiedere metodi di ispezione alternativi (manuali).

Il link richiama il documento “Avviso per fotografi” (“Advice for photographers”) secondo il quale questa soglia sarebbe stata certificata sulla base di <<test indipendenti condotti dal British Photographers’ Liaison Committee>>. L’affermazione però non è corredata di fonti documentali o riferimenti ulteriori. (Questo maledetto vizio è duro a morire, e mi provoca sempre gastropatie incendiarie: un’affermazione scientifica senza dati a supporto è priva di qualunque fondamento!).

Ho risposto loro che l’ispezione “alternativa” era ciò che avevo precisamente richiesto, ma il loro personale si era rifiutato. Ulteriore replica di LHR: ah che dispiacere!, segnali la cosa nel nostro bellissimo ed utilissimo form reclami.

Schermata 2013-08-29 a 10.14.03    29-ago-13

Ovviamente ho compilato il form di reclami spiegando per filo e per segno cosa era successo, inclusa la frottola dei 3200 ISO che mi era stata proprinata dal loro “supervisore”.

La risposta è arrivata via e-mail in un paio di giorni:

Clipboard02

Non credo sia necessaria la traduzione per capire che ripetono il solito disco rotto: la soglia di 800 ISO, il documento “Avviso per fotografi”… quindi sarebbe inutile proseguire. Potevo pure risparmiarmi di fare la segnalazione: non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.  Anche perché <<this cannot be guaranteed>>, quindi il concetto è: se ne hanno voglia, controllano manualmente; altrimenti, nisba. Il coltello dalla parte del manico ce l’hanno loro.

Questione di correttezza

Ora, lungi da me discutere le loro procedure: dura lex, sed lex.

Ognuno ha diritto di essere paranoico come meglio preferisce.

Ma vorrei che il personale di Heathrow per primo le conoscesse, queste procedure… anziché sparare delle frottole col solo scopo di non prendersi responsabilità e schivare l’oliva. Sarei curioso di sapere cosa si sarebbe inventato il “supervisore” se sul cartello avessi scritto <<Pushed 6400>>

La morale

Al dilà del caso di Heathrow, credo che la strategia della “busta trasparente + cartello” possa comunque essere meglio che niente.

Mostrandosi amichevoli e usando un tono educato e tranquillo, spesso si riesce ad ottenere che i rullini vengano controllati al di fuori della macchina raggi-X.

Anche solo un passaggio evitato, è meglio che niente.

Il lieto fine

Nel frattempo sto sviluppando i famigerati negativi, e non ho notato alcun tipo di difettosità. Non presentano striature, irregolarità, o apparente aumento di grana.

Sarà ovviamente la stampa a dire l’ultima parola; ma penso poter affermare  che le mie pellicole hanno superato 3 scansioni ai raggi-X (due all’andata e uno al ritorno) senza ricevere danni.

Mi resta il dubbio su cosa sarebbe successo se i passaggi fossero stati 5 anziché 3. Chi può dirlo!

Però, 

Prudenzia non è mai troppo!

6 Responses to “Pellicola e aeroporti: richiedere controlli manuali”

  • Scusa, ma gli addetti dell’aeroporto di Londra avevano perfettamente ragione, secondo me avresti fatto bene ad evitare tutti i reclami.
    La storia del cartello pushed at 1600 è un pò bizzarra e sostenerla di fronte ad un addetto alla sicurezza dell’aeroporto può anche esporre a brutte figure , se questo si intende di fotografia.
    La sensibilità nominale della pellicola non può cambiare, tu la puoi esporre anche a centomila ASA, ma la sua sensibilità nominale e quindi la sua sensibilità ai raggi delle ispezioni non cambia di una virgola.
    Non è che se esponi una 400 a 1600 , riesci magicamente a trasformare una 400 in una 1600, semplcemente la sotto-esponi, ma la sua sensibilità nativa non cambia affatto.
    Quindi per concludere se i raggi non danneggiano una pellicola da 400 asa non la danneggeranno a prescindere da quanto tu l’abbia sottoesposta, o per così dire “tirata”.

    • Non è quello che sostiene Kodak, secondo la quale (e penso che di fotografia se ne intendano) l’effetto dei raggi-X è maggiore sulle pellicole sottoesposte:
      “X-ray fog is most noticeable in the low exposure range of the film, and underexposed film has more of the image recorded in this range. Therefore, the effects of X-ray exposure may further reduce the quality of underexposed images” (http://www.kodak.com/global/en/service/tib/tib5201.shtml)
      Detto questo, io contesto la frottola dei 3200, non il fatto che volessero obbligarmi a passarle nello scanner. E’ logico che, come ho scritto, il coltello dalla parte del manico ce l’hanno loro.

  • Scusa, ma Kodak non dice che l’effetto dei raggi è maggiore, ma semplicemente che l’eventuale effetto velo (fog) si nota di più (most noticeable) su una pellicola sottoesposta, intendendo che è più visibile su immagini in cui prevalgono i toni scuri, come è fin troppo ovvio.
    Ma a parte questo, se la pellicola rientra nel range di tolleranza dello scanner (come nel caso della 400 ASA) il fatto che sia sovra o sotto esposta è del tutto ininfluente.
    Quindi ribadisco: scrivere sul pacchetto che una 400 ASA è stata esposta a 1600 non ha alcun senso, ai fini dei controlli.
    Anche perchè immagina cosa succerebbe su una pellicola vergine che non è stata esposta per niente .
    Per cui io contesto ( si fa per dire :-)) sia la trovata del cartello sia il voler convincere gli addetti della cosa, se la pellicola rientra nel range di tolleranza dei raggi, non serve a niente.

  • Se il velo “si nota di più”, significa che il danno sulla pellicola (ai fini del risultato finale e cioè l’immagine) è maggiore. Quindi lo stratagemma del cartello ha anche una giustificazione tecnica.
    Quanto alla tolleranza degli scanner, nell’articolo ho chiaramente scritto di temere un danno CUMULATIVO, cioè legato ai molti passaggi che dovevo effettuare. Fosse stato un solo ed unico volo senza scalo, quasi sicuramente non mi sarei preoccupato.

  • Il velo si nota di più sulle immagini sottoesposte, ma si presume che tu abbia sottoesposto per recuperare in sviluppo non per avere immagini scure, quindi in linea di principio recupereresti anche l’eventuale velo…..comunque dai va bene così , se se convinto che il cartello abbia una sua utilità esponilo pure, non c’è niente di male.
    Grazie per lo spazio e la chiacchierata.

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