Attenzione ai vampiri

On 29/06/2015 by Nicola Focci

Orlok

Mi sento affettivamente legato all’immagine “classica” del vampiro, e cioè quella del mostro succhia-sangue.

Non mi convincono, cioè, le moderne riletture di pallidoni strafighi che girano alla luce del sole su macchine sportive costose, e non fanno mai male ad una mosca.

Il vampiro è un mostro, altro che; ma ovviamente è un personaggio di fantasia.

Però è pure una splendida metafora. Perché anche noi, in quanto fotografi (e/o artisti), dobbiamo temere tutto ciò che è in grado di succhiare la nostra energia creativa.

Il “vampiro creativo” è una persona, cosa o procedura in grado di toglierci la nostra vitalità fotografica.

Ne esistono diversi! Ed è importante conoscerli, per evitarli… ossia evitare di ritrovarsi, dopo averli incontrati, spossati e privi della necessaria energia e spinta motivazionale.

In questo articolo vorrei soffermarmi su tre di essi, particolarmente spietati e potenti.

Vampiro 1 – la migliore attrezzatura

Ci siamo cascati e ci caschiamo tutti. Mi riferisco alla convinzione che, con questa o quella fotocamera, le nostre foto saranno migliori e potremo alzarne il livello qualitativo.

Ci perdiamo un sacco di tempo: leggendo recensioni, sbirciando le vetrine, consultando le riviste, confrontando le specifiche dei modelli…

Ma tutte le volte che perdiamo di vista il “fine” a favore del “mezzo”, sprechiamo energie… un po’ come se ci concentrassimo sul famigerato dito che indica la Luna.

Il problema è che partiamo sempre dal lato opposto della questione… e cioè dall’attrezzatura, anziché dalle nostre esigenze. Proviamo invece a girare il problema, e farci questa domanda:

Stante le fotografie (i soggetti, i concetti, ecc.) che faccio e/o che voglio fare, quale sarebbe la tipologia di apparecchio e di attrezzatura MENO idonea?

Per esempio, si può fare street photography con una Mamiya 67, ma non sarebbe particolarmente comodo: prendersi una medio formato ed usarla per un genere fotografico dove il 35mm va a nozze, è un po’ come sparare alle zanzare col famigerato cannone.

Insomma: se proprio vogliamo cambiare fotocamera (e quasi sempre non c’è motivo per farlo), è la risposta a questa domanda che conta. Basta acquistare un modello che NON abbia quelle caratteristiche “nefaste”, o le minimizzi.

Se poi la nostra fotocamera risponde in pieno a queste caratteristiche, perché cambiare?

Vampiro 2 – la persona negativa

Ad esempio, quelli che criticano le nostre fotografie – o i nostri post – in modo non costruttivo, ma semplicemente per invidia, frustrazione o cattiveria.

Vanno assolutamente ignorati… perché – scrive Julia Cameron l’artista è come un bambino: raramente viene ferito dalla verità (la critica leale e sincera), mentre viene devastato dalla critica che non contiene alcun suggerimento di cui fare tesoro.

Gli richiede un sacco di energia per essere assimilata e confutata, e spesso tale energia finisce in niente, decuplicando la frustrazione.

Quando poi la critica arriva da qualcuno che stimiamo particolarmente – dice sempre la Cameron – si verifica un vero e proprio “incesto emotivo”, come il tradimento di un genitore.

Inutile dire che da queste esperienze si esce sfiniti. Sono vere e proprie sabbie mobili. I social network per esempio pullulano di persone negative. Dico di più: hanno il potere di rendere negative anche quelli che IRL (in the real life, nella vita di tutti i giorni) non lo sono!

A volte è davvero opportuno fare un po’ di pulizia anche nei nostri contatti.

Lo sappiamo: l’artista (e quindi il fotografo) è già perennemente pedinato dalle proprie insicurezze, con le quali deve misurarsi ogni giorno ed ogni rullino ed ogni stampa che viene prodotta. Vale davvero la pena conservare tutto il nostro sangue per contrastare questo tipo di resistenza, e facilitarci la vita nel non crearci altri problemi.

Vampiro 3 – il rosicamento

Si tratta di un vampiro particolarmente pericoloso e subdolo, perché arriva dall’interno, cioè da noi stessi.

Curiosamente, non ne parla quasi nessuno. I forum di fotografia (e i blog) sono pieni di avvisi sui primi due mostri (“meno è meglio”, non prestate attenzione alle critiche inutili) ma non si parla mai del rosicamento. Che prende di mira molti… e non ho problemi a confessare che è capitato pure a me.

Per capire come opera, è sufficiente immaginare che un nostro conoscente o amico – anche lui appassionato fotografo come noi – ottenga un riconoscimento: una pubblicazione, un premio, una menzione, qualunque cosa che gli dia visibilità e lustro.

Cosa facciamo? Anziché essere contenti per lui, cominciamo a rosicare.

Ci congratuliamo per facciata, ma poi dietro le spalle lo critichiamo. Troviamo mille motivi per cui non merita quel riconoscimento. E sprechiamo un sacco di energia, ci deprimiamo, ce la prendiamo col mondo o col destino cinico e baro.

Questo accade per un semplice motivo: vediamo il successo (o meglio il realizzarsi) come un gioco a somma zero simile al Poker. Se vince l’amico, perdo io; se brilla la sua stella, si offusca la mia; se ce la fa lui, non posso più farcela io.

Ma in realtà, ovviamente, il suo risultato non impedisce automaticamente che noi se ne consegua uno analogo (o migliore). Ognuno ha il suo stile, no? Quindi, possiamo sempre creare degli ottimi scatti e fare qualcosa di meritevole. E’ tutto nelle nostre mani. E’ sempre stato (e sempre sarà) lì.

Se dunque l’amico ha successo, buon per lui! Non c’è motivo per non fargli complimenti sinceri. Perché la nostra strada è comunque diversa dalla sua, e può proseguire tranquillamente dritta come un fuso – se lo vogliamo.

Insomma…

I vampiri dei film e dei libri, si sa, succhiano sangue.

Quelli della vita reale, invece, succhiano energia. Ma il risultato non cambia.

Né cambia il rischio che, alla lunga, questo “trattamento” ci trasformi come loro: fotografi che si interessano solo dell’attrezzatura, fotografi criticoni a prescindere, fotografi rosiconi.

Stiamo alla larga!

One Response to “Attenzione ai vampiri”

  • Una bella analisi, come sempre.

    Non so se è per il mio carattere, ma mi sento di dire che queste persone non mi succhiano direttamente energie….. devo però constatare che sono molto pericolose per i gruppi reali ( come circoli, associazioni ecc….) e virtuali (forum, blog, social network in generale)

    Meglio identificarle per neutralizzarle, perchè i luoghi di incontro (reali o virtuali) sono sempre un terreno fertile per la crescita personale

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