Dietro le quinte: ‘Moonrise over Hernandez’ (Ansel Adams)

On 29/10/2012 by Nicola Focci

La fortuna aiuta le menti preparate.

L’aforisma di Ansel Adams ben rappresenta la storia di questa sua famosa “Moonrise over Hernandez”.

E’ la dimostrazione che anche un paesaggio, apparentemente sempre a disposizione perché immobile, può cambiare in una frazione di secondo; e allora sì, che la fortuna aiuta le menti preparate.

La fotografia, perfettamente composta con l’orizzonte sui terzi, mostra la luna che sorge sull’agglomerato di casupole di Hernandez nel New Mexico, mentre gli ultimi scampoli di sole illuminano le croci bianche del minuscolo cimitero.

Le circostanze di scatto furono narrate dallo stesso fotografo nella sua autobiografia. Era il 1 Novembre 1941, e stava rientrando in macchina dopo un’insoddisfacente giornata di fotografie; quando dalla strada notò <<una straordinaria situazione – una fotografia da non perdere! Ho praticamente abbandonato l’automobile per settare la mia macchina 8×10″. Gridavo ai miei compagni (il suo giovane figlio Michael e il migliore amico di quest’ultimo, n.d.A.) di portarmi cose dalla vettura… ho avuto una chiara visualizzazione dell’immagine che volevo ma… non riuscivo a trovare il mio esposimetro! La situazione era disperata: il sole, basso, seguiva il bordo delle nuvole ad ovest, e l’ombra si sarebbe presto abbassata sulle croci bianche>>.

Adams non aveva scelta: optò per un’esposizione a stima, basandosi sulla propria esperienza, e sulla luminosità della Luna.

Gli fu concesso un solo tentativo, prima che il sole tramontasse… ma fu quello perfetto e decisivo. Si stima che di “Moonrise” ne abbia stampate oltre 1000 nella sua carriera; e il valore di una di queste stampe, oggi, supera il mezzo miliore di dollari!

Non c’è dubbio che la vera magia di questa foto derivi proprio dal lavoro in camera oscura. Il “dietro le quinte” di questo scatto, è anche qui… perché basta osservarla bene per capire che il negativo originale non può essere così, con quel cielo così nero e quelle nuvole così bianche.

La foto qui sotto lo dimostra: il grande fotografo (in tempi evidentemente più recenti) siede tra due stampe di “Moonrise”, una direttamente da negativo, e l’altra ottenuta attraverso il lavoro di dodging e burning in camera oscura. La differenza è evidente… e spiega il sardonico sorriso dell’arzillo vecchietto.

Attenzione, però: queste “magie”, Ansel Adams non le tenne per sé. Come tutti i grandi professionisti, le condivise nei suoi libri… e vanno sotto il nome di “Sistema zonale”.

Un po’ me lo immagino, Ansel Adams, mentre torna a casa in quel tardo pomeriggio del 1941.

Di sicuro, era stanco: un’intera giornata a fotografare col banco ottico… cosa non certo rapida e agevole come è oggi con la tecnologia digitale!

Di sicuro, non vedeva l’ora di tornare a casa.

Ma se fosse stato quello il suo unico pensiero, oggi non avremmo “Moonrise over Hernandez”.

E’ un’altra lezione importante: non bisogna mai spegnere il nostro “occhio fotografico“.

 

 

Fonti:

http://www.masters-of-photography.com/A/adams/adams_moonrise_full.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Moonrise,_Hernandez,_New_Mexico

http://www.hcc.commnet.edu/artmuseum/anseladams/details/moonrise.html

http://www.gentleartofwandering.com/moonrise-over-hernandez/

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