Decisioni del nuovo anno: fotolibro, camera oscura, e… scanner

On 05/02/2017 by Nicola Focci

Oddio: pensarci a inizio Febbraio, alle decisioni per il nuovo anno, pare non molto tempestivo…

Ma l’inizio di questo 2017 è stato alquanto impegnativo sul fronte del lavoro, assorbendomi fisicamente e soprattutto mentalmente. Ho trascorso quindici giorni in India “a casa” dei miei nuovi datori di lavoro, ed ho cominciato la nuova avventura in Italia col botto (audit ISO 13485 per marcatura CE, chi sa di cosa parlo mi capirà).

Dove eravamo dunque rimasti?

Il libro fotografico, intanto. Sono sempre intenzionato a portare avanti questo progetto, il cui titolo sarà (dovrebbe essere) “Il principio di indeterminazione”; riprende i concetti della mia prima e sin’ora unica mostra “seria”, ed è una sorta di omaggio al mio riferimento fotografico ossia Minor White.

La cartella di progetto e l'elenco per la camera oscura

La cartella di progetto e l’elenco per la camera oscura

Al momento ho circa 25 stampe, formato 23×23 su carta baritata. La mia idea è di arrivare a 30, per poi scremare a 20 o suppergiù. Ho già in mente uno stampatore… ma prima devo disporre del materiale pronto, inclusa la malefica spuntinatura che continuo a detestare (mica si può sempre amare tutto, nella fotografia analogica!).

Le stampe protette da buste plastiche

Le stampe protette da buste plastiche

In camera oscura, al momento, le temperature non sono ancora miti. A preoccuparmi è soprattutto l’acqua da rubinetto, dato che non dispongo di bagnomaria efficaci per le grandi bacinelle e l’acqua di lavaggio. Penso che resterò non operativo per un altro mese o due almeno.

Del resto, non mi corre dietro nessuno; quando ho fatto fretta a me stesso, i risultati non sono mai stati quelli che mi aspettavo!

Nel frattempo, devo anche pensare ai cinque rullini 35mm che ho scattato questa estate in Umbria. Per adesso ho solamente stampato i provini a contatto.

I provini dell'Umbria

I provini dell’Umbria

A questo proposito, la mia scarsa abitudine al 35mm (e direi anche l’inizio di presbiopia!) mi crea qualche difficoltà. Benché mi sia dotato di una lente di ingrandimento in vetro e con luce, trovo i provini 35mm scarsamente utilizzabili.

Ed è qui che mi è venuta un’idea malsana: e se provassi con uno scanner per pellicole?

Prima di auto-stracciarmi le vesti (stante quello che ho sempre scritto circa la sola ed unica validità della stampa analogica), preciso le mie riflessioni. Lo scopo del negativo rimane, per me, quella di finire in un ingranditore ed essere stampato per via chimica: ne resto pienamente convinto. Non a caso, il progetto di cui parlavo all’inizio è destinato ad un supporto “fisico”; e l’eventuale collocazione sul web sarà solo un fatto accessorio.

Dove però penso che uno scanner possa essere utile, è appunto nella scelta dello scatto da stampare.

Mentre col 120 riesco abbastanza facilmente a separare il grano dalla pula (ossia gli scatti che meritano di essere stampati da quelli della serie “se non premevo il pulsante era meglio”), col 35mm faccio molta più fatica. In passato m’è capitato di “perdere tempo” a stampare una RC, per poi scoprire che probabilmente non ne valeva la pena: c’era una leggera sfocatura che mi dava fastidio, oppure il soggetto non rendeva così come sembrava dal minuscolo rettangolo di 24x36mm. Aspetti che, per miei limiti, non ero riuscito ad identificare chiaramente dal provino.

Ne risultava una certa frustrazione… dato che il tempo è un bene prezioso anche in camera oscura.

Quello che mi immagino – almeno stante alla mia limitata esperienza con gli scanner per pellicole – è che acquisendo i negativi io possa ottenere un duplice scopo:

  1. Scremare le foto da stampare in camera oscura come dicevo prima, o dai preview o da una scansione ingrandita a video;
  2. Ottenere un file per la condivisione su questo sito o sui social (continuo a non gradire troppo l’idea di farlo con le stampe).

Devo “solo” dotarmi di un nuovo scanner… perché il mio Minolta DualScan II ormai non è più supportato dai sistemi operativi odierni.

Il Reflecta Proscan 10T sembra una buona opzione. Del resto, stante la destinazione d’uso, non punto a soluzioni raffinate o troppo costose.

Quanto al formato 120, beh… per me, e almeno per ora, resta analogico dall’inzio alla fine!

3 Responses to “Decisioni del nuovo anno: fotolibro, camera oscura, e… scanner”

  • Mi fa piacere leggere che stai portando avanti i tuoi progetti fotografici!

    sull’uso dello scanner…. io effettivamente lo uso sempre meno, perchè alla fine le scansioni richiedono perizia e tempo…che preferisco usare in altro modo. Però quello che faccio è scansionare i fogli dei provini. Abbastanza rapido e dai risultati più attendibili. Secondo me, più utili per la selezione dei negativi da stampare

    Resto sintonizzato per vedere gli sviluppi del tuo libro!

  • Nicola, ma questo libro lo fai stampare in digitale? Possibile che non esista un’alternativa analogica … a me hanno chiesto di produrre un libro (monocopia) con le stampe originali baritate e non so proprio d adove partire.

    • La stampa è sicuramente digitale, sennò costerebbe troppo…
      Mi devo porre a breve il tuo stesso problema per il mio libro fotografico (solo foto quindi): di sicuro scriverò le mie esperienze al riguardo sul blog! 🙂

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