Caricare una pellicola 120 nella spirale

On 09/01/2013 by Nicola Focci

Ho cominciato a sviluppare le pellicole col 35mm e credevo di avere acquisito una buona manualità nel caricare la spirale… sinché non ho cominciato con le pellicole 120!

All’inizio – fortunatamente con un rullino di prova – ero abbastanza frustrato. Poi, a furia di trial and error, ho trovato una mia procedura pressoché infallibile… di quelle per la serie: se la leggevo prima di tentare, risparmiavo un bel po’ di tempo!

La ripropongo, con l’ovvio caveat che si tratta della mia personalissima procedura, discutibile se si vuole ma sino ad ora di problemi non ne ho mai avuti ed ha funzionato praticamente da subito. Parlerò inoltre delle sole spirali Paterson, essendo le uniche delle quali ho esperienza.

Vediamo anzi tutto com’è fatta la pellicola 120, il che è determinante per sapere come trattarla. (Ulteriori e più dettagliate informazioni: Camerapedia, in inglese).

Quella al centro è la pellicola 120 così come si presenta a fine rullino. Quest’ultimo è, di fatto, un sandwich costituito dalla pellicola vera e propria (visibile a destra) e una striscia di carta opaca (che nella foto fa da “tappeto”). La seconda protegge la prima dalla luce: infatti la pellicola 120 non dispone di un caricatore metallico sigillato della 35mm.

La striscia di carta è abbondantemente più lunga della pellicola, ed è fissata al rocchetto di plastica nella maniera  in cui l’abbiamo messa quando abbiamo caricato la macchina.  Quanto alla pellicola, essa è solidale alla carta da un solo lato (quello del rocchetto, cioè quello terminale) mediante un pezzo di nastro adesivo.

Vediamo dunque la procedura, che – è pleonastico a dirsi – va eseguita al buio completo! 😉

PASSO 1: Liberarsi della malefica carta.

Si tratta di srotolare la carta sinché non si incontra la pellicola, e poi srotolarla ancora avendo cura di avvolgere la pellicola su se stessa (come a destra nella foto), proseguendo sino al rocchetto.

Alcuni consigliano di non togliere subito la carta, ma di inserire la pellicola nella spirale (vedi Passo 3) con la carta ancora avvolta. Io personalmente lo trovo scomodo, e preferisco liberarmi della carta una volta per tutte. Lo faccio coi guanti di gomma, giusto per manipolare il meno possibile la pellicola a mani nude.

Arrivati in fondo, il rullino di plastica verrà via da solo, mentre il resto della carta va separato dalla pellicola rimuovendo il già citato pezzetto di nastro adesivo. Questo passaggio è sempre un po’ critico perché l’adesivo è piuttosto tenace (più di un nastro di carta da tappezziere) e si rischia di scheggiare la pellicola: occorre agire con cautela e fare un po’ di prove col famigerato rullino di prova.

Un piccolo trucco: appoggiare la pellicola piatta su una superficie con l’adesivo verso l’alto, in modo da “scalzare” più facilmente con l’unghia un lembo dello stesso, e, tirandolo, separarlo dalla pellicola,

PASSO 2: Predisporre la spirale

Questo passo ha rappresentato, per me, la scoperta decisiva per fare le cose al meglio.

Inizialmente infatti tentavo di “invitare” la pellicola nella spirale tenendo tenendo i due oggetti ciascuno in una mano… ma non ci riuscivo. Allora ho scoperto che la spirale va… “predisposta”.

Mettere da parte la pellicola, prendere la spirale, e orientarla in modo che le “alette” siano in alto (ovviamente col tatto: ricordiamoci che siamo al buio totale!). Poi, appoggiarla saldamente sul petto.

Da questa posizione, infileremo la pellicola nella spirale.

PASSO 3: “invitare” la pellicola

Tenendo la spirale contro al petto con una mano, prendere la pellicola con l’altra.

Appoggiare la pellicola sulla scanalatura, in corrispondenza del “invito”, cioè quella specie di “mensola” che la spirale ha subito prima delle “alette” (Mi perdonerete la terminologia non proprio teNNica… 😉 ). Aiutarsi con indice e medio, usando il pollice a mo’ di appoggio, come nella foto.

A me riesce meglio con due mani (tenendo entrambi i bordi ed “invitandoli” insieme) ma in questo caso la destra era impegnata a fare la foto! 😀

PASSO 4: Spingere la pellicola

Una volta “invitata” la pellicola, la si spinge con indice e medio all’interno della spirale, sino a che non si incontrerà una resistenza: ha raggiunto le sferette di trascinamento (visibili in basso nella foto precedente).

E’ importante eseguire questa operazione con calma, assicurandosi – mediante il contatto delle dita – che la pellicola stia effettivamente scorrendo dritta, cioè nella prima scanalatura della spirale.

PASSO 5: Superare le sferette

Tirare leggermente e delicatamente la pellicola in modo che essa superi le sferette. La facilità con la quale si riuscirà, dipende dal tipo di pellicola. La Ilford FP4, ad esempio, passa piuttosto velocemente essendo più flessibile (forse anche meno spessa); la HP5 invece incontra un po’ più di difficoltà e richiede una maggiore… tiratina.

PASSO 6: Avvolgere

Una volta che la pellicola ha superato le sferette, si può procedere ad avvolgerla come si fa con la 35mm, ossia ruotando una metà della spirale e tenendo ferma l’altra, avendo l’accortezza che essa non esca dalle “alette”. Io, per evitare questo, metto un dito sull’aletta della metà di spirale che tengo ferma. Valgono comunque le accortezze già viste per la pellicola da 35mm.

Se si è abituati alla pellicola da 36 pose in formato 35mm, che pare non finire mai, si resterà stupiti: la 120 è notevolmente più corta e  si avvolge piuttosto in fretta.

E’ tutto! 😉

Vale la solita regola…

…del non farsi prendere dal panico, se qualcosa va storto.

Se devo essere sincero, una volta trovata la procedura, non ho mai trovato problemi con un rullino 120 sin dal primissimo tentativo… mentre col 35mm ne ho avuti e più volte.

Sia quello che sia: se succede qualcosa (ad esempio la pellicola si incastra e non si avvolge più), aprire la spirale, srotolare la pellicola, respirare con calma, e riprovare.

 

9 Responses to “Caricare una pellicola 120 nella spirale”

  • Con cosa scatti nel medio formato? Rolleiflex 6×6?

  • Anch’io mi sono procurato una Rolleiflex recentemente…. era molto tempo che non caricavo più un 120 in una spirale e come te avevo preso una certa manualità invece con il 35mm… così a differenza tua sono andato nello stanzino buio a caricare la spirale senza nessuna prova e ne sono uscito stremato e sudato dopo più di mezz’ora….. Ho gli incubi se penso al prossimo rullo :-). Bel sito e bel blog, ciao.

    • Grazie per l’apprezzamento! 😉
      E complimenti per i tuoi premi!
      Mi ci è voluto un bel po’ anche a me, con la 120, credimi… è stato come dover imparare da capo! Alla fine ho trovato quel sistema che sembra funzionare almeno per me, e dopo è andato tutto liscio… ma c’è poco da fare: la pratica è l’unico modo per imparare.

  • Io sono riuscito praticamente subito a caricarla, anche grazie a tutorial simili al tuo. Il problema che invece riscontro SEMPRE (purtroppo) è nello sviluppo. Mi spiego: uso pellicola HP5 e sviluppo con Rodinal R09 1+25, stessa combinazione pellicola-acido che uso per il 35mm ma a differenza di questo formato, col 120 trovo sempre e dico sempre macchie bianche nella parte alta della pellicola (facendo ovviamente riferimento all’orientamento del soggetto fotografato). Sembrano macchie di panna. Ho provato a rifare l’acido credendo fosse deteriorato, ho provato con altri rulli credendo di averlo toccato inavvertitamente durante lo srotolamento o durante il caricamento sulla spirale… niente da fare, le macchie ci sono sempre. Se avete consigli, suggerimenti, insulti ecc ecc li accetto più che volentieri.

    Grazie mille in anticipo e complimenti per il blog.

    • Ciao!
      Fai uso di imbibente alla fine del lavaggio? Se no, prova… Perché l’acqua del lavaggio potrebbe essere una costante del tuo processo, e quindi (forse) la fonte del problema ricorrente!
      Grazie per i complimenti! 😉

  • Un piccolo trucco: io le carico doppie. Cioè in ogni spirale ne introduco due. Funziona perfettamente e così gli stessi acidi mi svolgono il doppio dei films

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