Quando lo smartphone è sufficiente

On 20/09/2013 by Nicola Focci
Panorama dalla statale 89, Arizona

Panorama dalla statale 89, Arizona

Nell’ultimo Keynote Apple, il 10 Settembre scorso, Phil Schiller – importante dirigente della mela morsicata – ha fatto stracciare le vesti a molti operatori del settore-foto quando ha detto:

Di solito per scattare foto migliori si impara ad essere fotografi migliori. Acquisti fotocamere più grandi, lenti più grandi, impari tutte le tecniche relative all’esposizione e all’uso dei filtri, e puoi passare la tua intera tua vita ad apprendere come trarrne vantaggio e farlo funzionare per te. E’ ottimo, per coloro che vogliono farlo. Ma la maggior parte di noi vuole solo fare una fotografia, e lasciare che sia iPhone a scattare quella migliore per noi.

Si trattava ovviamente di un discorso commerciale – era un Keynote e non un test MTF – ma io non ci vedo comunque nulla di scandaloso. Le esigenze di cui parla Schiller (“solo fare una fotografia”) possono interessare tutti… anche chi come me si diletta più che volentieri tra tempi e diaframmi e profondità di campo.

Quest’anno infatti, in vacanza negli USA, avevo portato con me anche la compatta digitale Fuji X10 (oltre che la “ammiraglia” Rolleiflexper le foto ricordo e quelle da condividere sui social network.

Ebbene: ho scoperto – ma non ci voleva Marconi – che il telefono è a tal fine molto più comodo. Se non altro perché:

  • E’ sempre (ma proprio sempre) con te;
  • E’ più piccolo;
  • E’ più rapido nella condivisione (Facebook, Twitter, Flickr).

La qualità dell’iPhone è sicuramente inferiore a quella di una compatta evoluta come la X10, ma è comunque ampiamente sufficiente per le esigenze di cui parlavo prima:

Monument Valley, Arizona, Suns Eye (Agosto 2013)

Monument Valley, Arizona, Suns Eye

La fotografia qui sopra – come tutte quelle di questo articolo – è stata scattata col mio iPhone 4, e successivamente trattata con l’app Perfecty Clear.

Prendere il telefono dalla tasca (tanto è sempre lì) e scattare la foto; poi la sera, in albergo, usare l’App per modificarla nel telefono medesimo; collegarsi a Internet col WiFi dell’albergo stesso, e condividerla subito in rete (con tanto di dati GPS). Il tutto a poche ore dallo scatto.

Con la X10 non posso farlo…anche se la Fuji produce – lo ripeto – fotografie qualitativamente superiori.

Insomma: sono ben lungi dal mettere in discussione la mia “ammiraglia”, ossia la biottica, che peraltro utilizzo per motivi molto diversi (scatti in bianco e nero dei miei progetti fotografici). Ma per tutto il resto, e segnatamente la condivisione in rete, mi domando se valga davvero la pena portarsi dietro una fotocamera in più.

Foto 27-08-13 03 42 17

Las Vegas, Nevada

Nel caso precedente ho anche usato la funzione HDR del “melafonino”. E’ tutt’altro che perfetta, come si nota dalle bruciature sulle nuvole; ma, in definitiva, questi scatti rappresentano – ripeto – foto ricordo, da condividere con amici/parenti, da usare a mo’ di diario di viaggio.

Zion National Park, Utah, Agosto 2013

Zion National Park, Utah

In futuro quindi, e a meno di situazioni particolari, penso proprio di poter dare ragione a Phil Schiller. E risparmiare il peso di una fotocamera in più nella mia borsa.

L’intero mio set Flickr di foto scattate negli USA è qui.

NOTA – Quanto alla condivisione sui social network in sé, ed i relativi “pericoli”, ci sarebbe tanto da dire… ma ne parlerò in un prossimo articolo.

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