Cosa portare in viaggio? (parte 2)

On 01/07/2013 by Nicola Focci

Nella prima parte di questo articolo ho fatto una riflessione mutuata dalle mie esperienze.

In questa seconda parte vorrei parlare del “mio” problema specifico: ad Agosto andrò per due settimane negli USA Ovest (San Francisco, Las Vegas, e canyon/parchi nei pressi) e… non so cosa portare!!

Il mio giro estivo: questo, più 4 giorni a San Francisco

Il mio giro estivo: questo, più 4 giorni a San Francisco

Per meglio dire, da tempo ho un setup “da viaggio” piuttosto snello e definito: un corpo analogico con una o due ottiche per il bianco e nero, e la Fuji X10 per il colore. Quindi in realtà già so quanta roba portare. Si pone “solo” la scelta del formato di pellicola bianco e nero… che diventa un fattore determinante  quando si scatta tanto (come immagino sarà).

Un problema numerico

Al momento sto usando quasi solo con la pellicola 120 in 6×6, con la Rolleiflex. Ma non posso ignorare che il piccolo formato offre una disponibilità di scatti per rullino ben superiore. Mi aspetto che in quelle zone ci sia tanto da fotografare… e tanti rullini da portare: qui casca l’asino!

Mi sono fatto una botta di conti stimando di portare con me 10 rullini. Siccome i giorni “fotograficamente utili” (cioè nettificati dei viaggi aerei e degli arrivi) sono 12, la situazione sarebbe:

Formato Scatti per rullino Costo (HP5 plus) Scatti/giorno
120 (6×6) 12 10 x 4.4 = € 44 (12×10)/12 = 10
35mm 36 10 x 5.15 = € 51.5 (36×10)/12 = 30

I vantaggi del 35mm

A fronte di una spesa un po’ superiore (+15%), il 35mm mi consentirebbe di scattare trenta fotografie al giorno. Cosa che potrebbe far sorridere un digitalista, ma per me è più che sufficiente. Dieci foto al giorno, invece, non so… rischiano d’esser poche.

A favore del piccolo formato è anche lo sviluppo, almeno usando la mia tank da 500cc:  con la stessa quantità di chimici che serve per un rullino 120, ne posso sviluppare due da 35mm contemporaneamente. Risparmiando sia liquidi sia (soprattutto) tempo.

Gli apparecchi 35mm sono mediamente più compatti: potrebbe bastare anche solo un marsupio!

Inoltre avrei un ventaglio di scelta piuttosto ampio: la Voigtlander Bessa R, la Minox 35 GT, la Yashica FX3 Super2000, e la Leicaflex SL del babbo.

I vantaggi del 120

Per contro, ormai scatto in 6×6 da molti mesi, e sto imparando ad amare moltissimo il formato quadrato. Dovrei abbandonarlo proprio adesso?

Lo stesso discorso vale per la Rolleiflex: ormai ho preso l’abitudine ad inquadrare su un vetro smerigliato… e separarmene sarebbe, comunque, traumatico. Se lascio a casa la biottica, ci sono buone probabilità che ne abbia nostalgia.

Poi c’è un discorso di qualità, impossibile da confutare:

  • In camera oscura, la superiorità del medio formato è netta. Sia per quanto riguarda i provini a contatto  (che sono molto più leggibili) che ovviamente nelle stampe finali (minore ingrandimento, minore grana, ecc).
  • Ho poi paura che, dimensione del negativo a parte,  lo Zeiss Planar 80 f/2.8 della Rolleiflex sia un termine di paragone abbastanza difficile col quale misurarsi. Anche per il Summicron 50 f/2 della Leicaflex!

Emozione e ragione

L’istinto mi direbbe insomma di optare per la Rolleiflex, anche a costo di scattare meno.

Ma io sono più realista del Re. E non mi piace né l’idea di limitarmi troppo col pulsante di scatto (questo è un viaggio che probabilmente farò solo una volta nella vita), né di ragionare “a capacità infinita” (se termino i rullini 120 in mezzo al deserto, che si fa??).

La mossa Kansas City

Esistono due possibili soluzioni tali da sparigliare un po’ le carte:

  1. Spezzare il problema in due, cioè usare il 6×6 per San Francisco (dove staremo 4 giorni), e il 35mm per i parchi e i canyon (anche in virtù del suo maggiore fomato wide). In questo caso, sempre con 10 rullini totali (5+5) avrei una disponibilità di scatti giornalieri pari a 15 nel 6×6, e 22 abbondanti nel 35mm.
  2. Usare un medio formato più capiente come il 6×4.5, che garantisce 16 fotogrammi per rullino anziché 12. I fatidici 10 rullini mi darebbero 13 scatti abbondanti al giorno.

Ma la (1) non mi esalta per motivi di uniformità, cioè non mi garba troppo l’idea di usare due formati diversi per uno stesso progetto (anche se svolto in zone piuttosto diverse).

La (2) poi mi costringerebbe (oltre che ad acquistare un nuovo apparecchio) a rinunciare del tutto al formato quadrato, con un salto in termini di scatti giornalieri che non è così quantico.

E quindi?

Ho ancora un po’ di tempo per sciogliere il dilemma… e farmi un’idea.

Grazie anche agli amici del forum Analogica.it che hanno risposto numerosi (e gentilissimi) alla mia domanda.

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